La mostra del Centro Pecci è sbarcata a Roma dopo il tour mondiale Inaugurazione affollata all'ex Mattatoio Tra gli ospiti anche Renzo Arbore Due anni in giro per il mondo, e adesso Roma. Sei capitali orientali: Hanoi, Singapore, Seoul, Tokyo, Tapei, New Delhi, per un totale di circa 25.000 visitatori. Sono questi i numeri di "Italian Genius Now", mostra itinerante del design italiano prodotta dal Centro per l'arte contemporanea "Luigi Pecci" in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri, la Regione Toscana e il Comune di Prato, che adesso, con un significativo ritorno a casa, vuole proporsi al pubblico italiano e celebrare con due mesi di esposizione in patria l'enorme successo riscosso all'estero. Inaugurata mercoledì scorso, "Italian Genius Now. Back to Rome" sbarca quindi a Roma, dove resterà fino al 13 aprile (dal martedì alla domenica ore 16-24), negli spazi espositivi del Macro Future, ex mattatoio ora Museo d'arte contemporanea, grazie all'iniziativa di Umberto Croppi e Umberto Broccoli, rispettivamente Assessore alle Politiche Culturali e della Comunicazione del Comune di Roma e Sovrintendente ai Beni Culturali. La mostra, curata dal direttore artistico del Centro Pecci Marco Bazzini, presenta un allestimento "per suggestione", che tiene sempre presente l'internazionalità del pubblico per cui è stata concepita. «La scelta - spiega Bazzini - è stata quella di selezionare le opere in modo che esse dialoghino tra loro e in modo che gli elementi di design possano potenziare ed esaltare le opere d'arte e viceversa, valorizzando così la creatività italiana». Chi visiterà la mostra, che peraltro è totalmente gratuita, troverà quindi oggetti che hanno rappresentato e che continuano a rappresentare il genio creativo italiano nel mondo, partendo dagli anni '50 e coprendo un arco di tempo di mezzo secolo; tra questi spiccano la Vespa GS 150, realizzata nel 1955 da Corradino d'Ascanio per la Piaggio, l'evoluzione della scarpa nelle creazioni di Salvatore Ferragamo, le macchine da scrivere Lexicon 80 e Valentine, passando per la ricerca concettuale di Emilio Isgrò, la tendenza tipica degli anni'80 a riportare l'estetica all'oggetto di uso quotidiano, fino alla collezione "Miami Swing" di Alida Cappellini e Giovanni Licheri, una serie di oggetti d'arredamento ispirati dall'ospite d'eccezione Renzo Arbore, tra cui risalta il mobile bar-tamburo con funzioni di porta cd e porta alcoolici. Questi elementi dialogano nello spazio con opere fruibili esclusivamente a livello estetico come quelle di Vanessa Beecroft, Sabrina Mezzaqui e degli artisti Andrea Martinelli, Massimo Barzagli e Paolo Parisi, tre esempi importanti della produzione artistica pratese. I visitatori romani avranno anche la possibilità esclusiva di vedere alcune opere della Collezione permanente del Centro Pecci, tra cui il celeberrimo lavoro di Mario Merz "La spirale appare" e "Senza titolo (La montagna) di Enzo Cucchi, un modo incisivo per esaltare l'unicità del Museo Pecci a livello nazionale e internazionale.
PRATO. Il Genio Italiano è tornato a casa
La mostra "Italian Genius Now. Back to Rome" è stata inaugurata a Roma dopo un tour mondiale. La mostra è stata curata dal Centro Pecci e presenta opere di design italiano prodotte tra gli anni '50 e il 2000. La mostra è stata esposta in sei capitali orientali e ha ricevuto circa 25.000 visitatori. La mostra è stata organizzata in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri, la Regione Toscana e il Comune di Prato. La mostra è stata inaugurata al Macro Future, ex mattatoio ora Museo d'arte contemporanea, e resterà aperta fino al 13 aprile. La mostra è gratuita e presenta un allestimento "per suggestione" che tiene presente l'internazionalità del pubblico.
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