La polemica E mentre in Procura si valuta se aprire uninchiesta sul ritrovamento dei resti anatomici, il manager dellUmberto I, replica: «Il sindaco vorrebbe che lUmberto I fosse demolito e ricostruito? Non entro nel merito delle sue opinioni. Ma lui dovrebbe ascoltare quelle di chi, come me, guida il policlinico da quasi quattro anni e non è rimasto con le mani in mano. Si guardi ai tanti lavori realizzati tra mille difficoltà. Purtroppo, dopo ripetute richieste, ancora aspetto di essere convocato da lui». Ma il «commissario per lUmberto I» è invocato anche dal rettore della Sapienza, Luigi Frati, lo stesso che indicò Montaguti come manager. Ora ha cambiato idea: «Il degrado del policlinico è sotto gli occhi di tutti e va arrestato». «Lidea del sindaco», per il consigliere regionale Alessio DAmato (Pd), «è solo un effetto speciale». Non è nuova però. La indicò anche Ignazio Marino, due anni fa, quandera presidente della commissione Sanità del Senato: «Così comè lUmberto I non serve a niente, è da radere al suolo. È lopposto del modello di ospedale moderno che dovrebbe avere pochi letti dei quali almeno la metà ad altissima tecnologia». «Quel policlinico», disse caustico, «si potrebbe consegnare ai Beni culturali per farne un museo... Magari degli orrori». Ma DAmato insiste: «Da un sindaco ci si aspetterebbero proposte accompagnate da cifre, indicazioni su tempi e risorse, altrimenti si fa solo propaganda a buon mercato». A sostegno di Alemanno arriva, invece, il sottosegretario dei Beni culturali, Francesco Giro: «Dobbiamo ricostruire dalle fondamenta lUmberto I. Limpianto attuale presenta troppe criticità strutturali e funzionali e rischia di essere fuori legge. Del nuovo Policlinico se ne parla da decenni. Ci sono progetti. Realizziamoli». Sul ritrovamento dei feti, due giorni fa da parte dei carabinieri del Nas, non ci sono indagati per ora. Tra molti dubbi, la Procura sta valutando se aprire uninchiesta. Potrebbe essere invece ipotizzata la violazione delle norme sulla conservazione di reperti anatomici che non sono affatto «assimilabili a rifiuti speciali sanitari».