VENEZIA Nel settembre del 2006 centosessanta invitati, tra star hollywoodiane e vip da tutto il pianeta, si erano attovagliati nel cortile di Palazzo Ducale per una cena di gala di Bulgari. Quella festa, con cui il noto marchio di gioielli inaugurava l'intervento di restauro alla Scala d'oro finanziato con 200 mila euro, è finita nel mirino della procura della Repubblica di Venezia, che nei mesi scorsi ha sequestrato documenti e immagini, ipotizzando un uso dello storico palazzo contrario alla legge. Ad avviare le indagini è stato un esposto anonimo, ma al di là del caso singolo il rischio per Ca' Farsetti è che l'iniziativa della magistratura possa limitare l'utilizzo dei beni culturali per fare cassa, una strada molto battuta con tantissime polemiche negli ultimi mesi dall'amministrazione Cacciari. «Noi siamo tranquilli smorza però il capo di gabinetto del sindaco Maurizio Calligaro avevamo tutte le autorizzazioni della Soprintendenza per questa iniziativa». Indagine e leggi La norma in questione è il decreto legislativo 42 del 2004, il cosiddetto «Codice dei beni culturali» e in particolare l'articolo 120 che regola le sponsorizzazioni. La norma dice infatti che quando un'azienda privata sponsorizza un bene culturale, la sua promozione «avviene attraverso l'associazione del nome, del marchio, dell'immagine, dell'attività o del prodotto all'iniziativa oggetto del contributo», specificando però che ciò deve avvenire «in forme compatibili con il carattere artistico o storico, l'aspetto e il decoro del bene culturale da tutelare o valorizzare». L'ipotesi su cui la procura sta lavorando è che questo «decoro» sia stato sconfinato con l'iniziativa di Bulgari. Festa e filmati I carabinieri della sezione di polizia giudiziaria hanno chiesto alcuni mesi fa la documentazione a Fondaco, una delle agenzie del Comune che cura le sponsorizzazioni, a Ca' Farsetti e anche alla Soprintendenza. «Abbiamo risposto a tutto quello che ci è stato richiesto continua Calligaro spiegando che Palazzo Ducale può essere anche affittato a terzi per iniziative, che tra l'altro la cena si era tenuta nel cortile e che la Soprintendenza ha autorizzato tutto ». Nel corso dell'indagine, oltre alle carte, sarebbero anche stati acquisiti i filmati della festa, per verificare le modalità del suo svolgimento. Fondaco aveva curato l'allestimento scenografico con impalpabili tende dorate, così come dorati erano i drappi su sedie e tavole. L'olandese Brendan Becht, chef ufficiale di Bulgari, aveva coordinato la cucina affidata a Celeste di Venegazzù. Ripicca e conseguenze A Ca' Farsetti c'è chi dice che potrebbe essere una ripicca da parte di qualche soggetto escluso dai restauri, oppure un fatto legato alle polemiche sorte sulle sponsorizzazioni che hanno portato restauri griffati, grandi cartelloni pubblicitari e cene di gala sui principali palazzi cittadini. Però l'indagine è avanzata e anche se dal punto di vista penale si tratta di ipotesi di poco conto, l'impatto di un'interpretazione restrittiva del codice potrebbe creare non pochi problemi al Comune. Soprattutto in chiave futura.