«Sono state cambiate le norme». Cadeo: tutto in regola I poster sui monumenti valgono 900 mila euro. Lettera al ministero. Il soprintendente: verifiche sulle autorizzazioni La gabbia è lì da vedere: parte il restauro del monumento a Pertini, la fontana di Aldo Rossi inaugurata nel '90. È un'operazione a costo zero per il Comune, pagata dalla pubblicità. Quel che non si vede, nella piazzetta del Quadrilatero, è la guerra sotterranea tra Palazzo Marino, Soprintendenza, azienda incaricata dei lavori (Impredcost srl) e Associazione grandi impianti pubblicitari (Agiar). L'avvocato di quest'ultima, Dario Di Gennaro, ha scritto al ministero e all'assessore Maurizio Cadeo (il 27 gennaio) annunciando azioni legali a tutela dei soci-concorrenti sul mercato. Perché? Il Cubo di Rossi non era nella delibera dei 10 monumenti da restaurare, ha sostituito una Colonna nel Castello (tutt'altra visibilità). Non solo: ritiene «illegittima e abnorme» la convenzione tra Beni culturali e Impredcost, stravolgerebbe la concorrenza. E ora? Si va al Tar. Il cubo di Rossi è un Rubik. Sui monumenti con lo spot si gioca una partita da 900 mila euro e oltre, quanti ne prevede l'affidamento diretto dei lavori dal Comune. Non c'è stata gara, come concesso dall'accordo tra Impredcost e ministero. L'Agiar contesta metodo e pratiche; Cadeo assicura che è «tutto in regola » e difende un'operazione «conveniente» di fronte alle proteste del consigliere Basilio Rizzo. Ma la vicenda è controversa. Fin dalle date. E riecco Rubik. L'8 dicembre la Soprintendenza concede via fax «la propria autorizzazione al restauro della fontana di Pertini». Il 28 gennaio sostiene invece «assolutamente urgente» l'intervento sulla Colonna di San Giovanni Nepomuceno nello Sforzesco e non quello sul «recente » cubo di Rossi (attenzione: il giorno prima parte la lettera dell'Agiar). Dice il soprintendente Alberto Artioli: «Valuteremo le nuove richieste». E le precedenti? L'ok per la Colonna non è mai arrivato e alla fine il Comune ha cambiato obiettivo. Nel Quadrilatero. Su una fontana che ha solo 18 anni di vita ma è proprio davanti all'Armani Café. Uno dei luoghi più ambiti e ricchi per la pubblicità. Impredcost ha sede a Napoli. Si occupa perlopiù di cantieri navali e costruzioni. Chiude il bilancio 2007 con 84.804 euro di ricavi e 198 euro di utili. La convenzione con i Beni culturali è una svolta: ottiene lavori restauri in cambio della raccolta pubblicitaria da TorinoaVe nezia. A Bologna si oppone la Cna. A Milano, adesso, è l'Agiar a chiedere «l'annullamento della convenzione ». Impredcost ha già riconsegnato il monumento al Musocco (certificato dalla Soprintendenza) e completato la Colonna di San Pietro Martire. E il ricorso? «È strano. L'Agiar ha definito prima "meritevole" il progetto e ora va al Tar. Non sarà perché non ha ottenuto il restauro di altri 22 monumenti? (non rientravano nel budget da 900 mila euro, ndr) », replica ironico Gennaro D'Elia, ad di Impredcost: «Noi non abbiamo nulla da nascondere...». Nel progetto salva-sculture del luglio 2007 sono previste anche le ronde degli «Angeli dei monumenti». Dovrebbe organizzarle l'Associazione antigraffiti del presidente Vittorio Pessina (ex senatore azzurro) e del segretario Fabrizio De Pasquale (consigliere Fi), partner di Impredcost. Gli angeli non son mai partiti. I poster, da Cairoli a via Correnti e ora pure nel Quadrilatero, sono lì da allora.
MILANO - Restauri, guerra della pubblicità Nessuna gara per i monumenti Gli imprenditori ricorrono al Tar
Il Comune di Milano ha deciso di restaurare il monumento a Pertini con un'operazione a costo zero, pagata dalla pubblicità. Tuttavia, l'Associazione grandi impianti pubblicitari (Agiar) contesta la convenzione tra Beni culturali e Impredcost srl, l'azienda incaricata dei lavori, affermando che è illegittima e abnorme. L'Agiar sostiene che il Cubo di Rossi non era nella delibera dei 10 monumenti da restaurare e che la convenzione stravolgerebbe la concorrenza. La vicenda è controversa e l'Agiar ha deciso di presentare azioni legali a tutela dei soci-concorrenti sul mercato. Il Comune assicura che è tutto in regola e difende l'operazione conveniente.
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