VENEZIA. Il Museo Pinault alla Punta della Dogana «firmato» Tadao Ando a giugno, e il Museo Vedova ai Magazzini del Sale di Renzo Piano a settembre. Il Comune difende l'investimento sulla contemporaneità fatto nell'area della Salute e ieri in un incontro a Palazzo Grassi il direttore Monique Veaute e l'assessore comunale ai Lavori Pubblici Mara Rumiz hanno cantato insieme le lodi della Punta recuperata nel nome di François Pinault - che qui, dal 6 giugno per il pubblico, collocherà la sua collezione - maxiobelischi di calcestruzzo, «cubo» di cemento e pavimenti in linoleum compresi. Un modo anche per mettere la sordina - mostrando l'unità d'intenti delle due istituzioni - alle critiche sull'impatto del nuovo intervento, sollevate tra l'altro con forza da Italia Nostra. «E' il problema di Venezia - ha sottolineato l'assessore Rumiz - ogni volta che si fa posto al nuovo, com'è giusto che sia, c'è chi protesta, mentre è un nostro dovere lasciare un segno dei nostri tempi, Così è stato per il ponte della Costituzione di Santiago Calatrava, così sarà per la Punta della Dogana di Tadao Ando e per il Museo Vedova affidato a Renzo Piano, con una leggerissima struttura interna che trasfornerà il Magazzino del Sale in spazio espositivo e che sarà concluso giàla giugno, ma che verrà inaugurato probabilmente a settembre, per evitare troppe sovrapposizioni di aperture. A chi dice che quello che nascendo alla Dogana sarà solo il museo del signor Pinault, rispondo che in quell'area sta nascendo un vero sistema dell'arte contemporanea, che comprenderà anche Museo Vedova, Accademia di Belle Arti, nuovi spazi espositivi ai Magazzini del Sale e Collezione Guggenheim, arrivando fino alle grandi Gallerie dell'Accademia». «I lavori di ristrutturazione della Punta della Dogana - ha spiegato Madame Veaute - procedono secondo i programmi e saranno di fatto conclusi alla fine del mese. Dalla prima metà di marzo inizierà l'arrivo delle opere, molte delle quali di grandi dimensioni, come quelle di artisti come Flavin, Serra, Pölke, alcune delle quali sono state realizzate appositamente per questo spazio. Tra la Dogana e Palazzo Grassi verranno esposte in contemporanea tra le 300 e le 400 opere della collezione Pinault». Ci sarà anche una presenza artistica all'esterno, nello spazio sul bacino di San Marco, mentre nel campo di fianco alla Basilica della Salute saranno presenti solo i due "totem" di Ando, alti oltre undici metri, che tante discussioni stanno suscitando in città. Ma Rumiz ha sottolineato la qualità del restauro operato da Ando, in continuo contatto con la Soprintendenza e informando il Comune, è stata sottolineata dall'assessore comunale al patrimonio Mara Rumiz: «Un lavoro filologico con i segni della contemporaneità. Anche i totem saranno conunque rimovibili». Nella nuova Punta della Dogana sarà ricavato anche un «caffè letterario», mentre la torretta sarà usata come spazio espositivo. Per almeno due anni le opere resteranno le stesse e la"mobilità" sarà legata ad attività e incontri con artisti della collezione.
VENEZIA - Fronte comune su Punta della Dogana
Il Museo Pinault alla Punta della Dogana di Tadao Ando e il Museo Vedova ai Magazzini del Sale di Renzo Piano saranno aperti a giugno e settembre rispettivamente. Il Comune di Venezia difende l'investimento nella contemporaneità e ha sottolineato l'unità d'intenti tra le due istituzioni. L'assessore comunale ai Lavori Pubblici Mara Rumiz ha affermato che ogni volta che si fa posto al nuovo, ci sono proteste, ma è un dovere lasciare un segno dei nostri tempi. I lavori di ristrutturazione della Punta della Dogana procedono secondo i programmi e saranno conclusi alla fine del mese.
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