Lassessore: «Oggi la diga è una priorità» «Una grande opportunità per tutti i comuni della fascia costiera» SARROCH. Una diga che ventitrè anni fa non aveva senso, ma che oggi è indispensabile per risolvere i problemi idrici di tutti i comuni della fascia costiera sud-occidentale, da Capoterra fino a Teulada. Lassessore regionale ai Lavori pubblici, Carlo Mannoni, replica così alle associazioni ecologiste, che lo hanno attaccato per il completamento della diga di Monte Nieddu. Senza smentire e anzi riconfermando la sua posizione nel 1995 riguardo la diga di Monte Nieddu-Is Canargius (a quel tempo era coordinatore generale dellassessorato ai Lavori pubblici), lassessore Mannoni puntualizza i motivi che hanno portato adesso alla decisione di completare i lavori dellinvaso, provvedimento che ha scatenato le recenti rimostranze delle associazioni ecologiste Gruppo di intervento giuridico e Amici della terra. I lavori iniziarono nel 1998 e si fermarono nel 2001 per una grana finanziaria fra il Consorzio di bonifica della Sardegna meridionale (ente committente) e lassociazione dimprese italo-spagnola che stava realizzando lopera per un importo iniziale di 87 miliardi di lire poi lievitati nel tempo. La controversia ha poi preso strade giudiziarie (non ancora risolte), ma Consorzio di bonifica e Regione hanno deciso che i lavori per la diga di Monte Nieddu devono riprendere. E lassessore Mannoni spiega il perchè, replicando agli ambientalisti che gli hanno contestato laffermazione fatta nel corso di una trasmissione televisiva di Rai1 secondo cui «linvaso di Monte Nieddu è assurdo e inutile, ma bisogna farlo a tutti i costi». Mannoni sostiene, invitando allascolto sul sito delle stesse associazioni ecologiste delle registrazione di quelle affermazioni, di aver detto tutto il contrario e cioè che «nel 1995 non avrei approvato quel progetto perchè altre erano le priorità in Sardegna nel settore idrico». E poi nellintervista avrebbe precisato che «considerato che da allora sono stati realizzati o avviati nellisola importanti interventi idrici sia civili che multisettoriali, oggi la diga può essere unopportunità per i comuni della fascia costiera sud-occidentale, ma anche in caso di siccità per la popolazione della conurbazione cagliaritana, grazie a una riserva di 20 milioni di metri cubi». E ci sarebbero anche altri due particolari da non sottovalutare. Primo laspetto sicurezza: «La diga avrà una importantissima funzione di protezione dellarea vasta di Pula, funzione oggi quanto mai attuale alla luce del gravissimo evento alluvionale di Capoterra». Secondo punto: «luso strategico dei reflui urbani, tanto caro agli ecologisti, che la Giunta regionale sostiene e ha sostenuto in questi anni: il loro utilizzo non è alternativo alla realizzazione della diga». Ne sarebbe esempio - dice Mannoni - «il loro impiego per le emergenze idriche nelle industrie del sud e nord Sardegna la scorsa estate (Portovesme e Portotorres) e nellagricoltura».