CAGLIARI. Si è chiusa con cinque condanne la vicenda del campo da golf che la Stim spa avrebbe voluto realizzare vicino allo stagno di Chia: il giudice Cristina Ornano ha accolto le richieste del pm Giangiacomo Pilia e inflitto quattro mesi di reclusione più dodicimila euro di multa allamministratore delegato della società Antonio Cavalieri, personaggio noto come organizzatore del premio giornalistico Chia. Stessa pena per il responsabile dellufficio amministrativo della Stim Piermario Rigoni, per lamministratrice unica della Contact Gestioni Ombretta Frisiera, committente dei lavori, per lesecutore dei lavori Nero Salis e il capocantiere Matteo Pau. I primi tre erano difesi dallavvocato Guido Manca Bitti, gli altri due da Cecilia Bassu. Il giudice ha assolto tutti gli imputati dallaccusa legata al reato ambientale perchè larea dei lavori è stata ripristinata ancora prima che la Procura chiudesse linchiesta giudiziaria, mentre li ha riconosciuti colpevoli del reato urbanistico. Laccusa era di aver modificato unarea destinata ad attività agricole senza il nullaosta paesistico e aver compiuto un intervento in difformità dallautorizzazione comunale. La vicenda, clamorosa per limportanza della struttura turistica coinvolta, è nata nel giugno del 2005: sono stati gli uomini del servizio investigativo della Guardia Forestale, dopo lesposto del Gruppo di intervento giuridico e degli Amici della Terra, a controllare larea vicina a Chia, dove venivano segnalati lavori in corso. Conferma immediata: scavi, superfici sterrate, paletti di delimitazione, come se qualcuno stesse preparando il terreno a un intervento piuttosto pesante. Eppure il cartello di inizio lavori indicava solo generiche «opere di miglioramento fondiario».
Cagliari, cinque condanne per il campo da golf a Chia
Il giudice Cristina Ornano ha inflitto quattro mesi di reclusione e dodicimila euro di multa all'amministratore delegato Antonio Cavalieri e altri tre imputati della Stim spa per il reato urbanistico. La società aveva voluto realizzare un campo da golf vicino allo stagno di Chia senza ottenere il nullaosta paesistico. La Procura aveva iniziato un'inchiesta giudiziaria, ma la zona è stata ripristinata prima che la Procura potesse completare l'indagine. I tre imputati sono stati assolti dall'accusa ambientale, ma riconosciuti colpevoli del reato urbanistico. La vicenda è stata clamorosa per l'importanza della struttura turistica coinvolta.
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