CAGLIARI. Stracci, vecchie scatole di bottiglie di vino, sino a siringhe e macchinette perse da qualche bambino. Cera davvero di tutto dentro alle tombe romane scavate nella roccia, a pochi metri dalla Basilica di Bonaria, ripulite nei giorni scorsi dai volontari del Gruppo dintervento giuridico. Un compito che sarebbe senzaltro spettato al Comune ma davanti alla cui incuria gli ambientalisti hanno deciso di rimboccarsi le maniche e fare da loro. «Sono bastati - si legge in una nota dellassociazione - una paletta, un paio di guanti, una scaletta, una busta di plastica e tanta buona volontà per ripulire tutto». Il lavoro è stato portato a termine dopo unora, ma la quantità di rifiuti raccolta è stata impressionante: proporzionata alla maleducazione di tutti quei cittadini che piuttosto di fare buon uso dei due cestini per i rifiuti e del cassonetto per limmondezza posizionati poco distante, hanno preferito deturpare questi tesori archeologici peraltro dimenticati da molti. Le tombe, ad arcosolio e scavate nella roccia, sono resti della necropoli che nel lontano passato occupava gran parte del colle di Bonaria. «Meriterebbero - fanno notare dal Gruppo dintervento giuridico - almeno un piccolo pannello illustrativo per ricordarne la storia». Magari insieme a delle adeguate indicazioni che facciano capire, anche a chi non è del posto, cosa cè in quellangolo a pochi passi dalla chiesa, e invece sono abbandonate, nel mirino della maleducazione di molti.