VENEZIA Mancano poco più di quindici giorni alla fine dei lavori di Punta della Dogana. Ma i conti potrebbero non tornare. E l'apertura del centro d'arte contemporanea slittare in avanti. Perché l'Agenzia delle Dogane ora reclama un proprio spazio all'interno della struttura, come da accordi formali presi con il Comune nel 1997. «Non esiste dice l'assessore al Patrimonio Mara Rumiz l'accordo che avevamo preso allora (che prevedeva la possibilità del mantenimento di un ufficio, ndr) è stato superato dalla legge del 1999 con la quale il monumento viene dato in concessione dal Demanio al Comune. Lo spazio che abbiamo ricevuto poi era completamente libero. Quindi siamo tranquilli». Tanto tranquilli che la notizia della lettera scritta qualche giorno fa dalla direzione dell'Agenzia delle Dogane al Demanio (e successivamente inoltrata a Ca' Farsetti da quest'ultimo) arriva proprio dall'assessore Rumiz. «Reclamano uno spazio ha detto nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Grassi ma la cosa non avverrà. Impossibile ». E non perché i lavori siano ormai arrivati alla fine. Le cose infatti starebbero in questo modo. Dodici anni fa l'Agenzia delle Dogane, che all'epoca aveva un ufficio negli spazi di Punta della Dogana, firma un accordo di programma con il Comune di Venezia nel quale c'era anche un punto che impegnava Ca' Farsetti a mantenere di fronte a San Marco un'area di circa 60 metri quadri (le dimensioni dell'ufficio) per la stessa Agenzia delle Dogane che si sarebbe trasferita di lì a poco in terraferma. Su questo punto dell'accordo programmatico le visioni di Comune e Agenzia non sembrano coincidere. Tanto che quest'ultima ha inviato una lettera per reclamare gli spazi «dovuti» e Ca' Farsetti minimizza. Secondo l'Agenzia delle Dogane infatti gli spazi a loro dedicati sarebbero dovuti in qualche modo tornare, per il Comune, essendo stata consegnata Punta della Dogana «libera e sgombra» verrebbero a cadere i presupposti del «mantenimento dell'ufficio» come da accordo del 1997. Su questo punto il dirigente del Patrimonio Luigi Bassetto è fermo: «Incontreremo al più presto il direttore dell'Agenzia delle Dogane, non appena riceveremo la lettera dice e cercheremo di trovare assieme, in modo civile, una soluzione. Certo è che indietro non si può più tornare. Nel frattempo infatti abbiamo assegnato gli spazi alla Fondazione Pinault con un accordo trentennale». Con l'ufficio dentro? «Assolutamente no, gli spazi dal Demanio ci sono stati dati liberi e sgombri da qualsiasi ufficio o attività. Quindi nessuna possibilità di "mantentimento" ». E pensare che all'Agenzia delle Dogane ci avrebbero fatto pure un pensiero su quei sessanta metri quadri. Un piccolo museo della dogana, con oggetti e cimeli di un tempo. Un angolo storico nella modernità di Pinault.
VENEZIA - Punta, le Dogane reclamano un ufficio
L'Agenzia delle Dogane reclama uno spazio all'interno della struttura di Punta della Dogana a Venezia, ma il Comune di Venezia rifiuta. L'accordo tra il Comune e l'Agenzia delle Dogane del 1997 prevedeva la possibilità di mantenimento di un ufficio, ma la legge del 1999 ha dato in concessione il monumento al Comune, rendendo gli spazi liberi e sgombri. L'Agenzia delle Dogane ha inviato una lettera reclamando gli spazi, ma il Comune rifiuta. Il dirigente del Patrimonio, Luigi Bassetto, afferma di incontrare il direttore dell'Agenzia delle Dogane per trovare una soluzione, ma rifiuta di mantenere l'ufficio all'interno della struttura.
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