Procuratie a pezzi, l'ira del sindaco. Codello: il progetto scade se non partono Prima i segnali deboli dopo l'ultimo cda, poi l'intervista del presidente Bernheim al Gazzettino: non è una priorità VENEZIA - «Se le Generali non faranno il restauro delle Procuratie li denunceremo per mancata manutenzione». Tempo quasi scaduto e sul recupero del «cuore» della città interviene il sindaco Massimo Cacciari. Per dire che la storia infinita dei restauri mancati sull'unico lato di piazza San Marco di competenza privata, e non pubblica, deve finire. In queste settimane Ca' Farsetti e Sovrintendenza aspettavano notizie dal consiglio di amministrazione delle Assicurazioni Generali che avrebbe dovuto dare il via libera ai restauri. Ma ancora una volta sono giunte solo vaghe rassicurazioni sul fatto che il progetto è pronto a partire, in attesa dell'accordo con gli altri «condomini ». Ieri, però, un'intervista a «Il Gazzettino» del presidente delle Generali Antoine Bernheim ha ridotto al lumicino le speranze di vedere finalmente risanata, in tempi brevi, la facciata delle Procuratie vecchie il cui restauro è in larga misura di competenza della compagnia assicurativa. Sulla questione Bernheim ha messo una pietra tombale: «Restauri? Non è la nostra priorità al momento». Poche parole laconiche che sono bastate a causare una levata di scudi da parte del Comune e della Sovrintendenza. «L'ho detto a Bernheim l'ultima volta che l'ho visto e lo ripeto - dice Cacciari - le Generali per Venezia non fanno assolutamente nulla. Io ne sono testimone diretto da 15 anni. Non hanno collaborato col Correr né in nessun'altro progetto, nonostante le numerose proposte dell'amministrazione. Mi fa piacere che collaborino con la Curia per il Marcianum ma con noi non hanno mai fatto nulla. È un totale equivoco che le Generali abbiano qualcosa a che fare con Venezia. Lo ripeto, meglio togliere quel leone alato e sostituirlo con un simbolo della bella città di Trieste». Parole dure, tanto più se unite all'intenzione di passare alle vie legali in caso non partano i cantieri per il restauro. Posizioni condivise anche dalla sovrintendente Renata Codello: «Il progetto di restauro è stato approvato nel 1997 dalla direzione immobiliare di Generali e poi oggetto di un aggiornamento minuzioso fra 2007 e 2008 anche con la nostra approvazione. Alla luce di questo, la questione delle priorità e del legame con la crisi economica avanzata da Bernheim è perlomeno curiosa ». Codello ricorda come sia obbligo di legge per chi possiede un bene vincolato dedicarsi alla manutenzione e ai restauri necessari e rispedisce al mittente le accuse sulle maxi affissioni in piazza. «L'unico manifesto è sulla Marciana - spiega la sovrintendente - e serve a finanziarne i restauri che fortunatamente procedono, lo stesso non si può dire per le Procuratie vecchie». La minaccia di denuncia per mancata manutenzione dell'immobile affonda le sue ragioni in ambito schiettamente tecnico: «Se aspettiamo altri due anni - conclude l'architetto Codello - lo stato di degrado delle facciate sarà aumentato e l'attuale progetto di restauro sarà da riscrivere nuovamente». Il cantiere, quindi, dovrebbe partire assolutamente entro i prossimi mesi. Scambio di stilettate fra Generali e la città pure sul tema museale. «Bernheim dice che non lasceranno piazza San Marco? evidentemente vogliono incrementare le loro attività a Venezia - ironizza l'assessore ai Lavori Pubblici e al Patrimonio Mara Rumiz e di sicuro vorranno restaurare. Stavamo trattando da tempo con Generali per l'allargamento museale nelle Procuratie Vecchie, prendiamo atto di quasto cambiamento e della nuova linea. Visto che Bernheim è contrario alle maxiaffissioni ce li diano le Generali i soldi per restaurare i nostri monumenti, a noi andrebbe bene».