Sarroch, gli ambientalisti contrari alla riapertura del cantiere. No alle scelte della Regione e del Consorzio di bonifica. Luciano Onnis SARROCH. Un progetto pazzesco, assurdo e dispendioso, ma tanto caro a parlamentari, amministratori locali e politici di terza linea. Le associazioni ecologiste Gruppo di intervento giuridico e Amici della terra vanno giù pesanti sulla ripresa dei lavori nella diga di Monte Nieddu. Sotto accusa finiscono un po tutti dal Consorzio di bonifica allassessorato regionale ai Lavori pubblici. Ce nè davvero per tutti: per il Consorzio di bonifica della Sardegna meridionale «non pago del disastro ambientale e finanziario realizzato e su cui la Procura regionale della Corte dei conti ha avviato accertamenti», per la Regione «che non pare conoscere la fondamentale analisi costi-benefici». Nel mirino degli ambientalisti è in particolare lassessore regionale ai Lavori pubblici Carlo Mannoni, attuale presidente facente funzioni dopo le dimissioni di Renato Soru. «In una dichiarazione nel corso della trasmissione televisiva Sabato e domenica di Rai1 - sostengono gli ecologisti - lassessore Mannoni ebbe a dire che linvaso di Monte Nieddu-Is Canargius è assurdo e inutile, ma bisogna farlo a tutti costi (la registrazione del video è sul sito della nostra associazione). Non queste gravissime affermazioni, adesso si vuole portare a compimento linvaso». La posizione di Gruppo di intervento giuridico e Amici della Terra non cambia di una virgola rispetto al passato: «Come stiamo facendo pressochè in solitudine da 15 anni - puntualizza Stefano Deliperi, portavoce degli ecologisti -, continueremo a opporci in tutte le sedi a quello che è soltanto uno scempio ambientale e finanziario, dai costi complessivi misteriosi e sconosciuti e che, soprattutto, centra ben poco con lacqua da dare i comuni della costa sud-occidentale». La novità di fine anno è che la realizzazione della diga, alta ottanta metri, non sarà in calcestruzzo rullato (tecnica di grande uso in Spagna e in America), ma in cemento armato, sulla tipologia degli altri sbarramenti costruiti in passato negli invasi in Sardegna. Un cambiamento che - dicono gli ecologisti - non cambia di una virgola unopera tanto inutile quanto dispendiosa e di effetti disastrosi sotto laspetto paesaggistico e ambientale. La storia della diga di Monte Nieddu-Is Canargius, dove recentemente è avvenuta lennesima disgrazia sul lavoro con la morte di un giovane gruista di 28 anni, è ormai vecchia di trentanni, fra percorso amministrativo, tecnico ed esecutivo. I lavori furono appaltati infine nel 1998 al Consorzio di bonifica a una Ati composta dalle spagnole Dragados y Costrucciones e Fomento de Costrucciones e dallitaliana Fincosit, che in quattro anni avrebbe dovuto completare lopera. Poi la rottura fra Consorzio di bonifica e impresa appaltante, richiesta di risarcimento danni (trenta milioni di euro) da parte degli spagnoli (la causa è ancora in corso) e adesso lannuncio di un nuovo percorso per la realizzazione della diga.
La follia della diga di Monte Nieddu
L'ecologista Luciano Onnis ha parlato di un progetto pazzesco e dispendioso per la costruzione della diga di Monte Nieddu-Is Canargius. Le associazioni ecologiste Gruppo di intervento giuridico e Amici della terra hanno criticato la ripresa dei lavori nella diga, accusando il Consorzio di bonifica e l'assessorato regionale ai Lavori pubblici di non conoscere la fondamentale analisi costi-benefici. L'assessore regionale ai Lavori pubblici Carlo Mannoni ha affermato che l'invaso è assurdo e inutile, ma bisogna farlo a tutti costi.
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