Il conto alla rovescia per linaugurazione del prestigioso museo Pinault è già cominciato, ma ora lAgenzia delle Dogane - udite udite reclama niente meno che un luogo da utilizzare in Punta della Dogana. E sia ben chiaro non è un bisticcio di parole. Di primo acchito lassessore ai Lavori pubblici di Venezia, Mara Rumiz non ha potuto nascondere un sorrisetto ironico ben sapendo che proprio in quellarea si stanno concludendo i lavori del nuovo Museo dellarte contemporanea voluto dal magnate francese che un paio di anni fa aveva sottoscritto una convenzione con Ca Farsetti per un uso trentennale degli edifici vicino alla Basilica della Salute. Unoperazione resa possibile dopo che il Comune aveva ricevuto in concessione per 99 anni lintera area dal Demanio. Siamo di fronte ad un caso di burocrazia schizofrenica? Chissà. É questo il contenuto di una lettera che lassessore Rumiz si è trovata sul tavolo inviata dallAgenzia del Demanio con la richiesta di mettere a disposizione uno spazio operativo per le Dogane nazionali sulla base di un accordo di programma siglato da Ca Farsetti nel 1997. Secondo questo documento, al momento del trasferimento degli uffici doganali a Marghera e il passaggio delledificio allamministrazione comunale, venne stabilita la possibilità che lAgenzia competente potesse avere un luogo di rappresentanza o di riferimento nel cuore della città. «E' evidente - sottolinea lassessore Rumiz che la richiesta non potrà essere esaudita. E' unistanza che non mi preoccupa. Quello spazio ci è stato consegnato vuoto. Ca Farsetti ha lavorato in tutti questi anni giungendo ora ad una prestigiosa riqualificazione». Punto e stop? La parola ora spetterà allAgenzia delle Dogane. Nel frattempo, ieri mattina a Palazzo Grassi, la direttrice Monique Veaute, insieme allassessore Rumiz, ha annunciato che il museo della "Francois Pinault Foundation" alla Punta della Dogana aprirà al pubblico ufficialmente il 6 giugno prossimo. La nuova sede espositiva lo stesso giorno sarà accompagnata dalla presentazione, a Palazzo Grassi, di unaltra ampia parte di opere di proprietà di Pinault, a formare così un percorso unico che metterà in mostra circa il 20 per cento dei lavori di artisti di fama internazionale acquisiti dal 1971 ad oggi. «Quello che si sta realizzando, compresi i due "totem" dellarchitetto Tadao Ando, - ha sottolineato la responsabile di Palazzo Grassi - è senza ombra di dubbio un "autoritratto" ideale di Francois Pinault. Qui si sta realizzando un luogo per mostrare una collezione straordinaria. Oltre alle sale espositive, che riguarderanno anche la celebre Torretta, troveranno posto un bar-caffetteria e un bookshop». Lassessore Rumiz ha poi voluto ricordare che, grazie alliniziativa di Punta della Dogana, si offrirà così lopportunità di "costruire" un percorso museale esteso che da Punta della Dogana consentirà di raggiungere i Magazzini del Sale, il Museo Vedova di prossima inaugurazione, la Fondazione Guggenheim, le Gallerie dellAccademia. «Sarà un itinerario affascinante - sottolinea lassessore ai Lavori pubblici che ci auguriamo possa contribuire anche alla rivitalizzazione di unintera zona della città. Il recupero degli edìfìci dì Punta della Dogana, il restauro filologico e appassionato delle strutture murarie, dei pavimenti e delle terrazze levigate in pietra dIstria, dimostrano come a Venezia si possano raggiungere risultati importanti colmando soprattutto un deficit cittadino: quello di unofferta culturale legata allarte contemporanea».