Palermo. Se i dati riportati rispondono alla realtà, la denuncia di Giovanni Barbagallo (Pd) è allarmante e dovrebbe indurre ad una seria riflessione sulla spesa dei fondi europei. Sostiene che è in ritardo la programmazione dei fondi comunitari 2007-2013, per un importo di 12.352.542.637,00. Oltre 12 miliardi da spendere in ragione di 6.539.605.100, 00 per il Fers, 4.313.481.000,00 Fas e 1.499.456.537,00 Fsr. «Una quantità enorme di denaro - dice Barbagallo - che potrebbe dare una spinta decisiva all'economia siciliana. Invece, è paralisi totale. Con la motivazione che è necessario rivedere il piano per evitare la frammentazione della spesa, la giunta Lombardo non è stata in grado di adottare nemmeno la delibera che assegna le risorse ai singoli dipartimenti. Condizione per operare». Quindi, sarebbe concreto il rischio, di non certificare tutta la spesa entro il 2013 e di non riuscire a produrre, entro quest'anno, almeno una certificazione per evitare di perdere l'acconto previsto sulle risorse finanziarie del nuovo programma. Occorre certificare 300 milioni di spesa per scongiurare il primo disimpegno automatico. Barbagallo riferisce che la Commissione europea ha già avviato nei confronti della Regione la procedura, avendo richiesto di ripartire urgentemente le risorse, di approvare le norme sui regimi d'aiuto, di fare un crono-programma della spesa e di riferire al comitato di sorveglianza sull'andamento del programma. Per i regimi di aiuto, dice Barbagallo: «Solo l'assessorato all'Industria è riuscito a fare approvare un provvedimento legislativo. Gli altri dipartimenti (Turismo, Cooperazione, Beni culturali, Territorio, Agricoltura, Lavoro) hanno raggruppato nel ddl all'esame della commissione Bilancio le rispettive proposte». E conseguentemente: «I bandi risentono di questa incredibile situazione di stallo. In alcuni dipartimenti qualcosa è stata realizzata, ma i bandi non possono essere emanati se prima non vengono distribuite le risorse finanziarie nei vari capitoli. In altri dipartimenti il lavoro deve ancora cominciare anche per la scelta nefasta di prorogare le funzioni ai direttori generali, senza confermarli o assegnarli a nuove funzioni». Si tratta di ritardi dovuti alla mancanza di accordi (politici?) nella maggioranza per l'applicazione della legge sui dipartimenti approvata dall'Ars nello scorso dicembre. «In queste condizioni - osserva il deputato del Pd - c'è chi va avanti, chi si sente in sospeso, e chi non procede». E allora? «La strategia di "distruggere senza ricostruire" sta producendo danni incalcolabili per i siciliani. Posto che