Grazie ai pali in cemento non rischia più di crollare ma sono spuntate crepe e si staccano pezzi di intonaco VINCI. Qualche anno fa una mobilitazione senza precedenti di cittadini, giornali, istituzioni e personalità del mondo culturale consentì di mettere in campo una strategia vincente per reperire i fondi necessari per salvare dal crollo la Pieve di Sant'Ansano. I fondi arrivarono per salvare la testimonianza romanica più importante del nostro territorio. Il Ministero investì quasi 150mila euro nella operazione di salvataggio della millenaria pieve. Oggi è salva. L'intervento di consolidamento effettuato dalla Soprintendenza qualche mese fa ha prodotto dunque gli effetti sperati. Ma i problemi non sono finiti. «Le problematiche - ha detto l'architetto Gabriele Nannetti funzionario responsabile di zona - legate ai movimenti e ai dissesti del terreno che avevano causato cedimenti strutturali sono state eliminate. I lavori di consolidamento si sono conclusi e la messa in sicurezza del terreno di fondazione può dirsi completata. Abbiamo realizzato una serie di pali in cemento e materiali speciali fino alla profondità di 20 metri sul lato absidale, per scongiurare il possibile crollo della struttura». Un cantiere fermo. Purtroppo però il cantiere ora come ora resta a metà. Infatti, mancano i soldi, circa 40mila euro, per realizzare il rivestimento e la sistemazione superficiale delle strutture in cemento armato e dei muri di contenimento sostenuti dalla palificazione sotterranea, i quali, nella parte in cui emergono fuori terra, dovrebbero essere rivestiti in pietra arenaria locale per rendere esteticamente gradevole l'intervento. «Facciamo appello a istituzioni e privati - sono parole di Nannetti - alle banche come alle fondazioni, a tutti coloro che tengano particolarmente a sostenere la cultura». Per adesso però, nessuno si è fatto vivo, e i muri in cemento armato restano lisci. Coro ligneo in pericolo. I problemi di stabilità della Pieve di Sant'Ansano in Greti nella zona absidale, originati da movimenti franosi del terreno dalla natura argillosa, risalgono a tempi antichi; quando arrivarono i certosini nel 1478 demolirono l'abside semicircolare romanica sostituendola con una scarsella rettangolare più ampia, idonea anche per alloggiare gli stalli del coro ligneo cinquecentesco nei quali sedevano i frati durante le funzioni religiose. Ora, nonostante il consolidamento, le crepe nei muri perimetrali della scarsella si sono allargate ancora e parte dell'intonaco ha iniziato a staccarsi. Negli ultimi giorni si è reso necessario chiudere al pubblico il coro e gli stalli lignei intarsiati sono in pericolo. Enormi croste di intonaco distaccate sembrano in procinto di cadere. Crepe difficili da risanare. Per i restauri e i consolidamenti da realizzare nella pieve serviranno altri 500mila euro, somma che potrebbe essere reperita solo con una forma di collaborazione fra pubblico e privato. Quest'ultimo, però, per ora non dà segni di interesse. Paolo Santini
TOSCANA - Pieve di S.Ansano in pericolo
La Pieve di Sant'Ansano, una struttura romanica importante del territorio, è stata salvata dal crollo grazie a un intervento di consolidamento effettuato dalla Soprintendenza. I lavori hanno prodotto gli effetti sperati, ma i problemi non sono finiti. Le crepe nei muri perimetrali della scarsella si sono allargate e parte dell'intonaco ha iniziato a staccarsi. Il coro ligneo è in pericolo e le enormi croste di intonaco distaccate sembrano in procinto di cadere. Per i restauri e i consolidamenti da realizzare nella pieve serviranno altri 500mila euro.
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