Si scopre madre di Michelangelo Merisi? Se lo porta in Palazzo Marino, per farne un proprio cittadino? E Caravaggio, città famosa in Lombardia per il suo santuario, ricca di opere del Cinque - Seicento, rivendica a suo modo una paternità. Il bravissimo Adam Lowe, che nel caso della ricostruzione della grande tela di Paolo Veronese nel refettorio di San Giorgio a Venezia ha aperto brillantemente la strada a nuovi recuperi, sarà all'opera per creare, a Caravaggio, una similitudine della cappella Contarelli di San Luigi dei Francesi. Sembrerebbe, vista da Milano, un'iniziativa di campanile, ma la serietà di Lowe ci pone davanti a problemi non semplici. Poiché le tele della cappella furono tra le opere più sofferte del Caravaggio. Le radiografie dimostrano come per il Martirio di san Matteo il maestro fosse intervenuto più volte con modifiche sostanziali di tutta la composizione; sulla Chiamata di san Matteo, intervenne aggiungendo san Pietro accanto al Cristo. In quanto alla pala d'altare, questa fu rifiutata, fu sostituita dallo stesso pittore, finì a Berlino e fu distrutta nella seconda guerra mondiale. Il Caravaggio era stato duramente attaccato, negli ambienti più bigotti, per l'audacia delle sue invenzioni e circolava addirittura una insidiosa poesiola con la quale si chiedeva allo stesso apostolo di «emendare gli errori, sì ch'altri non offenda». Ora, poiché esistono le radiografie che documentano il travaglio dell'artista in questo frangente, nonché le fotografie della pala già a Berlino, sarebbe auspicabile che non ci si fermasse alla riproduzione di «com'è», ma si allestisse un'esposizione permanente di come «avrebbe potuto essere», con la riproduzione dei documenti che attestano le gravi difficoltà che si opposero alla realizzazione. Caravaggio renderebbe giustizia al Caravaggio
MILANO - Recuperare anche la tavola di Berlino
Un artista, Adam Lowe, sta lavorando per creare una copia della cappella Contarelli di San Luigi dei Francesi a Caravaggio, in Lombardia. La cappella è famosa per le opere del Cinque-Seicento e la ricostruzione della grande tela di Paolo Veronese nel refettorio di San Giorgio a Venezia ha aperto la strada a nuovi recuperi. Le radiografie dimostrano che le tele della cappella furono sofferte e che il Caravaggio intervenne più volte con modifiche sostanziali. La pala d'altare fu rifiutata e sostituita, finì a Berlino e fu distrutta nella seconda guerra mondiale. Esistono documenti che attestano le difficoltà che si opposero alla realizzazione della cappella.
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