«Non sono responsabile dell'utilizzo della Certosa di Capri e quindi nemmeno della destinazione a ristorante della struttura». La risposta del Soprintendente, l'architetto Enrico Guglielmo sulle sorti future della Certosa non si è fatta attendere, ed è polemica all'ombra dei Faraglioni. In una lunga e dettagliata nota replica al presidente della Confcommercio di Capri Beppe Massa, che a nome della categoria aveva scritto a tutti gli organi competenti sull'utilizzo indiscriminato della Certosa di San Giacomo, il trecentesco complesso monumentale che potrebbe diventare, attraverso un mirato piano d'utilizzo, il vero polmone delle attività artistiche e culturali dell'Isola Azzurra. L'Ascom di Capri ha denunciato che, troppo spesso, più che cenacolo di arte e cultura, la struttura viene utilizzata per scopi commerciali e per finalità gastronomiche. Un vero e propro mega-ristorante all'aperto dall'atmosfera suggestiva nel pregevole e artistico grande Chiostro. Beppe Massa, al fine di evitare accostamenti anche a carattere speculativo, alla vigilia della stagione turistica ha chiesto al ministro Giuliano Urbani, al presidente della Regione Antonio Bassolino, all'assessore regionale alla Cultura Adriana Buffardi e ai rispettivi Soprintendenti un'«attenzione» più costante sulle richieste di utilizzo che nella prossima estate avranno per oggetto la Certosa. Nella sua nota di risposta, che ieri è stata affissa nella bacheca del Comune, il Soprintendente Guglielmo chiarisce appunto di non essere responsabile, perché fino a oggi non ha ricevuto la consegna del prezioso immobile da parte della Soprintendenza per il polo museale napoletano, e pertanto, non ne ha la disponibilità. «Le manifestazioni precedenti alla denuncia della Confcommercio - scrive Guglielmo ai commercianti di Capri e agli organi a cui è stata indirizzata la presa di posizione - sono state autorizzate esclusivamente dal Soprintendente Spinosa, che in una lettera del 14 agosto 2003, aveva dichiarato «che le iniziative da lui promosse consistono essenzialmente in mostre d'arte». Spinosa precisa che «convegni, concerti e cene conviviali di alto rilievo, anche culturali, sono state richieste da associazioni e varie strutture capresi, nei confronti delle quali la nostra Soprintendenza ha solo esercitato il diritto-dovere di valutare la consonanza con gli aspetti monumentali, storici e artistici della Certosa». A fare chiarezza sull'intera questione però il Soprintendente Guglielmo annuncia che è ormai imminente l'inizio dei lavori di restauro per i quali il finanziamento ricevuto è di cinque milioni e 165mila euro e che il 13 febbraio di quest'anno è stata espletata la gara d'appalto. Un annuncio importante quello del Soprintendente, che dovrà porre fine ad ogni polemica. Anche perché è lo stesso Soprintendente a condividere l'esigenza dell'amministrazione comunale di Capri «in stretta intesa - conclude - fra tutte le istituzioni e gli enti interessati, sia statali che locali».
I banchetti nella Certosa di Capri? Io non c'entro
Il Soprintendente Enrico Guglielmo ha risposto alla denuncia della Confcommercio di Capri sull'utilizzo indiscriminato della Certosa di San Giacomo. Guglielmo afferma di non essere responsabile dell'utilizzo della struttura, poiché non ha ricevuto la consegna del complesso monumentale dalla Soprintendenza per il polo museale napoletano. Le manifestazioni precedenti alla denuncia della Confcommercio sono state autorizzate dal Soprintendente Spinosa, che ha dichiarato che le iniziative consistono in mostre d'arte.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo