Maestri Il trittico di san Matteo sarà «copiato» da Adam Lowe, lo stesso che ha rifatto le Nozze del Veronese alla Fondazione Cini Nella cittadina bergamasca saranno riprodotte le tele di San Luigi dei Francesi C aravaggio clonato per tornare a Caravaggio. Non è un gioco di parole, ma è una realtà insieme scientifica, culturale, turistica e in qualche modo politica. Entro il luglio 2010, quarto centenario della morte di Michelangelo Merisi, la città di Caravaggio, nel Bergamasco, esporrà la perfetta riproduzione dello splendido ciclo caravaggesco di San Luigi dei Francesi a Roma nella cappella Contarelli: «Vocazione di San Matteo », «San Matteo e l'Angelo», «Martirio di San Matteo». Costituiranno il primo nucleo del nuovo Centro studi e ricerche storiche su Michelangelo Merisi che il comune di Caravaggio ha deciso di allestire nella chiesa sconsacrata di San Giovanni Battista: banca dati sull'intera produzione del pittore, notizie sui restauri, un archivio digitale ad alta risoluzione consultabile su monitor touch screen. Il progetto è a lunga scadenza: prima il lavoro sulle tre tele romane, quindi la duplicazione entro il 2011 del «Martirio di Sant'Orsola», conservato a Napoli nella collezione Intesa Sanpaolo, e della «Santa Caterina d'Alessandria», esposto al museo Thyssen-Bornemisza di Madrid. Poi si proseguirà negli anni con la registrazione dell'opera omnia. Ora la scommessa è il primo «doppio perfetto» di un'opera di Caravaggio: un progetto del comune ma tecnicamente realizzato dalla Fondazione Giorgio Cini di Venezia, che vanta una consolidata e prestigiosa esperienza nel campo della valorizzazione digitale del proprio patrimonio artistico, e dalla Factum Arte di Madrid, fondata dallo studioso Adam Lowe, un laboratorio all'avanguardia mondiale nella ricostruzione e riproduzione di opere d'arte. La stessa squadra che ha realizzato la copia della grandiosa tela delle «Nozze di Cana» di Paolo Veronese, custodita al Louvre di Parigi dal 1797, per poterla restituire al Cenacolo Palladiano di san Giorgio Maggiore a Venezia. Salvatore Settis, nel 2007, dopo aver visitato l'opera riprodotta ma ricontestualizzata nel luogo per il quale la vera tela venne pensata e dipinta, affermò che a suo avviso il clone era «indistinguibile dall'originale». Le scelte tecniche adottate per Caravaggio sono le stesse usate per Veronese: uso di scanner piatto per l'analisi incrociata dei differenti pigmenti e per la registrazione della superficie, scansione laser tridimensionale del dipinto con ben 100 milioni di punti di misurazione indipendenti al metro, foto multispettrali, fotografie ad altissima risoluzione. L'uso congiunto di questi strumenti consentirà la realizzazione di tre Caravaggio-bis identici all'originale anche nella tridimensionalità. Il clone non sarà perfetto solo nei colori e nelle dimensioni, ma anche nella superficie del dipinto: saranno dunque visibili, esattamente come sull'originale, il volume della pittura utilizzata, i segni del tempo, le tracce lasciate dai diversi interventi di restauro. Le tele verranno «duplicate» di fronte, sul retro e in larghezza. Afferma con molto orgoglio il sindaco leghista di Caravaggio, Giuseppe Prevedini: «Ci piace pensare che, grazie alle perfette riproduzioni delle sue opere, Michelangelo Merisi possa tornare nella sua città natale. Questo nuovo centro studi intende attirare chiunque sia interessato a sapere tutto sulla vita, le opere, le scelte del grande pittore. Vogliamo valorizzarci come città d'arte. Ed è ovvio puntare sulla conoscenza di questo nostro grande concittadino. Speriamo in una ricaduta sul turismo culturale». Costo dell'operazione, 40 mila euro a tela. Ogni riproduzione richiederà un mese di lavoro. Si comincerà a maggio con la «Vocazione di San Matteo»: a settembre gli abitanti di Caravaggio dovrebbero già ammirarla nel loro nuovo centro studi per l'anniversario della nascita del pittore. «La Vocazione di San Matteo» (1599-1600) di Michelangelo Merisi detto il Caravaggio collocata sulla parete sinistra della Cappella Contarelli, l'ultima nella navata sinistra nella chiesa di San Luigi dei Francesi a Roma «San Matteo e l'angelo» (1602) e, sopra, «Il martirio di San Matteo» (1599-1600): la prima è collocata sopra l'altare mentre la seconda si trova sulla parete destra, sempre nella Cappella Contarelli