Grafica 1945-2000 Archivio Munari Da Marinetti al Dada I Futuristi, Munari, la grafica degli ultimi anni: libri rari e importanti per due milioni di euro. Comune e Regione: siamo interessati Onorare la Milano capitale delleditoria con un museo del libro del 900? Lidea è stata lanciata e poi lasciata cadere uninfinità di volte. Anche il friulano Andrea Tomasetig, insigne libraio antiquario, che conserva sugli scaffali del negozio di Vignate i suoi tesori di carta, ha avuto modo di affrontare largomento a più riprese. La specialità di Tomasetig è intermediare tra collezionisti privati interessati a vendere e gli istituti pubblici. Tra i suoi successi milanesi, la vendita alla Statale della grande collezione di riviste dell800 e del torinese Piero Marengo, e poi, sempre alla Statale, la biblioteca Reggi, una delle raccolte più vaste sul Novecento italiano. Ora Tomasetig ci riprova: vuole o no Milano un museo del libro e della lettura del900? E stavolta in mano ha pagine irresistibili: tre collezioni ideali per creare il primo nucleo di un ipotetico museo. Ci sono le 250 opere della Collezione Gianni Manzo, dedicata a futurismo (Depero, Marinetti, DAlbisola e Munari) e avanguardie storiche (Majakovskij, Apollinaire, dadaisti e surrealisti).Valore complessivo 850 mila euro. Poi la collezione Giancarlo Baccoli, che conserva larchivio editoriale di Bruno Munari. Più di mille fogli tra originali e studi: 880 mila euro Infine ci sono i 3000 volumi della collezione Barbierini-Conti, 150 dei quali protagonisti a Gorgonzola della recente mostra Vestire il libro. Valore: 240mila euro. Totale: meno di due milioni per avere intera la storia della migliore editoria del 900. E se da Milano non venissero offerte? Tomasetig è perentorio. Lidea di tenere insieme le collezioni sfumerebbe, verrebbero coinvolte altre città ... «Noi saremmo anche interessati ï spiega Claudio Salsi, direttore della Biblioteca Trivulziana, 180 000 volumi ï . Il problema è che non sappiamo ancora quanto possediamo di doppioni in archivio». E in corso infatti il lavoro per mettere in catalogo quel vasto patrimonio in crescita costante. Ma poniamo che le collezioni interessino, dove si potrebbe fare il museo? «Il sistema museale del castello Sforzesco presto verrà ridefinito, con linteressamento del Comune o della Regione, una collezione del genere potrebbe trovare posto negli spazi della Rocchetta. O allAnsaldo, dove nel 2011 nascerà la Città delle Culture». Massimo Zanello, Assessore ai Beni Culturali nella giunta Formigoni, scomoda ipotesi più remote. «A Tomasetig confermo linteresse della Regione e credo che una collocazione ideale potrebbe essere il Palazzo di Giustizia, che entro il 2015 diventerà la sede della grande Biblioteca Europea, da anni nei nostri programmi. Non posso pensare, se ci sarà il benestare del Comune, a luogo migliore». Ma il parere più deciso è quello dellAssessore Finnazzer Flory. «2015? Palazzo di Giustizia? Vedo meglio la Rocchetta, un luogo che stiamo valutando, comunque basta con le scadenze Expo, bisogna pensare alloggi, decidere. Io ho in mente già due sedi per un museo del libro». Il prossimo 21 marzo Finazzer presenterà una rassegna intitolata Milano da leggere. Tre giorni (e una notte bianca) di biblioteche aperte, presentazioni, letture. «Ho in mente un grande annuncio, lasciatemi il tempo di fare due sopralluoghi, purtroppo abbiamo a che fare anche con la proprietà privata». Alla conferenza stampa, Tomasetig è caldamente invitato.