Comincerà il 19 gennaio 2010, davanti al giudice monocratico di Canosa, il processo ai cinque presunti reponsabili dello «scempio» dell'Alta Murgia legato alla realizzazione di una sottostazione e di tre scavi di fondazione per l'installazione di 20 pale eoliche della società Murgeolica, avvenuto praticamente all'interno del parco nazionale, tra Spinazzola e Minervino. Il sostituto procuratore, Giuseppe Maralfa, ha citato a giudizio i cinque indagati delle società Murgiaeolica srl (con sede legale a Bolzano) e l'Ati (Associazione temporanea d'impresa) Manca spa e Siemens spa che stavano realizzando i lavori. In dettaglio vengono contestati i reati di deturpamento di bellezze naturali, violazione della legge quadro sulle aree protette, del codice dei beni culturali e paesaggistici nonché l'assenza del permesso a costruire nelle aree interessate a Josef Gostner (rappresentante legale di Murgiaeolica), Michele Manca di Villahermosa (responsabile dell'Ati formata da Manca e Siemens, esecutrice dei lavori), Francesco Ramundo (responsabile della Ramundo Engineering, subappaltatrice di lavori) e ai due direttori dei lavori, Michele Grieco e Vito Barile. Le pale erano previste al di fuori del parco. Ma in località Murgetta a Spinazzola la sottostazione a servizio delle pale era stata realizzata all'interno del parco e questo aveva portato la procura a chiederne il sequestro nel febbraio 2007; mentre a Minervino, in località Jambrenghi-Monte Scorzone, gli scavi di fondazione e le strade necessarie per installare tre delle venti pale erano stati realizzati nell'area del parco in difformità rispetto all'autorizzazione. (c. car.)
Pale eoliche nell'Alta Murgia, in 5 a processo
Il processo ai cinque presunti responsabili dello scempio dell'Alta Murgia legato alla realizzazione di una sottostazione e di tre scavi di fondazione per l'installazione di 20 pale eoliche della società Murgeolica, avvenuto all'interno del parco nazionale, tra Spinazzola e Minervino, inizia il 19 gennaio 2010. I cinque indagati, delle società Murgiaeolica srl, Ati Manca spa e Siemens spa, vengono citati a giudizio per contestare i reati di deturpamento di bellezze naturali, violazione della legge quadro sulle aree protette e del codice dei beni culturali e paesaggistici.
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