Non è venuto Urbani, ma anche senza il ministro della Cultura la nuova legge sulla qualità dell'architettura è stata al centro della manifestazione promossa dall'Ordine degli Architetti per l'apertura della mostra «Architettinapoletani 19702000» negli ambulacri al primo piano di Palazzo reale. I progetti esposti sono anche raccolti in una preziosa pubblicazione, supplemento alla rivista «Area» edita da Federico Motta e diretta da Marco Casamonti, presenti al Teatro di Corte ai lavori del convegno sul disegno di legge sulla «Qualità architettonica», approvato nel luglio scorso dal Consiglio dei ministri: fuori la recente storia dell'architettura napoletana, ricca di belle idee e altrettanto belle realizzazioni - ed anche la storia presente e futura dal momento che sono in mostra anche i progetti del concorso riservato agli architetti "under 40" che hanno partecipato al «Primo premio di Architettura» -, dentro (nel Teatro) una serie di interventi - cordinati da Fabrizio Mangoni - da parte di Casamonti, del sindaco Rosa Iervolino (in sala anche il vicesindaco Rocco Papa), il soprintendente ai Beni artistici e architettonici Enrico Guglielmo, i presidenti dell'Ordine napoletano, Paolo Pisciotta, e nazionale, Raffaele Sirica, i presidi delle Facoltà di Architettura dell'Università di Napoli, Benedetto Gravagnuolo («Federico II») e Alfonso Gambardella (Sun). Presenti anche Luigi Vinci, Ambrogio Preziosi e Adriano Giannola, presidenti dell'Ordine napoletano degli Ingegneri, dell'Acen e dell'Istituto Banco di Napoli. Nel suo saluto la Iervolino ha avuto parole dure contro il condono edilizio assicurando che il Comune si batte e si batterà sempre contro l'abusivismo edilizio, «una piaga storica, una ferita all'arte di questa città ed al rapporto tra cittadini e legalità, senza il quale non esiste sviluppo civile. La cattiva architettura ha un effetto preciso sulla devianza sociale». Poi la discussione si è spostata sul terreno più congruo dell'architettura e della sua richiesta di tutela che la legge sulla qualità potrebbe assicurare. Nel corso degli interventi si è fatto cenno anche alla necessità di riqualificare le periferie rigenerandole, in qualche caso "rottamandole", ma più in particolare si è discusso di quel che prevede la legge, cui gli architetti, avendola sollecitata e "impostata", guardano con soddisfazione e speranza: la legge , è stato assicurato, segna una svolta importante per il mondo delle professioni, per la prima volta -infatti .- non si parla più di edilizia - è stato più volte messo in evidenza - ma di architettura. Ciò significa che tutto quel che sarà costruito dal pubblico dovrà rispondere a canoni precisi come il concorso di idee e la progettazione estesa che - ne sono certi gli architetti - impediranno abusi e scempi edilizi da una parte, e anche quartieri ghetto come la "167" qui a Napoli, o lo "Zen" a Palermo (e l'elenco potrebbe continuare...). Un'occasione importante, dunque, nata peraltro un anno fa proprio nella nostra città da una richiesta degli architetti napoletani nel corso di una discussione sul recupero del centro antico promossa da Pisciotta, alla presenza del ministro ieri assente. E secondo Sirica «la battaglia degli architetti italiani ha in questa legge una sua prima importante vittoria», mentre Pisciotta ricorda che l'Ordine di Napoli da sempre è stato in prima linea nel chiedere alle amministrazioni locali di fare la scelta del concorso d'idee quale strumento trasparente delle opere pubbliche: la legge rappresenta un obiettivo centrato».
Architettura, la qualità contro gli scempi
La manifestazione "Architettinapoletani 19702000" è stata promossa dall'Ordine degli Architetti per l'apertura della mostra negli ambulacri al primo piano di Palazzo reale. La mostra presenta progetti di architettura napoletana, compresi quelli del concorso "under 40" per architetti. Il sindaco Rosa Iervolino ha parlato contro il condono edilizio e ha assicurato che il Comune si batte contro l'abusivismo edilizio. Gli architetti hanno discusso della legge sulla qualità dell'architettura, che potrebbe assicurare la tutela dell'architettura e la riqualificazione delle periferie. La legge è stata vista come un'occasione importante per il mondo delle professioni e per la città di Napoli.
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