Anteprima della mostra "Da Petra a Shawbak" Reperti archeologici mai visti, modelli, ricostruzioni, video per raccontare Petra, Adrianopoli, il castello di Shawbak riemerso dalle sabbie del deserto meridionale delle Giordania. Un viaggio lontano nel tempo, dal I sec. a. C. fino al XIV, nel Limes Arabicus, che muove dal fascino della città scolpita nella roccia di Petra, per ricostruire le vicende storiche legate alletà nabatea, romano-bizantina, fino allepoca mamelucca. «Da Petra a Shawbak-Archeologia della frontiera» si annuncia come una mostra davvero inedita. E approda alla Limonaia di Palazzo Pitti, dal 19 giugno al 30 settembre, per documentare la rinascita di Shawbak (ad una quarantina di chilometri da Petra) luogo di ricerche e scoperte della missione archeologica dellUniversità di Firenze, impegnata da 20 anni con 60 studiosi coinvolti in varie fasi e turni di studi e scavi. Lesposizione presentata ieri dalla soprintendente Cristina Acidini, dalla principessa Widjan al-Hashemi, ambasciatore del Regno di Giordania in Italia, è curata dal responsabile della missione archeologica fiorentina Guido Vannini: «Shawbak - spiega il curatore - rappresenta la sintesi tra le influenze dellEuropa cristiana e lOriente islamico. Le ricerche hanno stimolato una revisione dellimmagine ottocentesca delle Crociate e lesposizione racconterà, per la prima volta, la storia di una lunga e complessa rinascita della città fortificata e, con essa, delle più recenti scoperte dellarea della Transgiordania, che in Petra il suo centro più noto». (m. a.)