Una necropoli d'epoca medioevale. E' l'importante, nuovo, ritrovamento archeologico fatto sulla collina storica di Paternò. Anche questa volta gli studiosi non sono rimasti a bocca asciutta. Parte un nuovo sondaggio (in vista dei lavori di ripavimentazione della zona attorno alla Gancia) e dal sottosuolo il passato torna alla luce. Si tratta di un'area cimiteriale di origine quasi certamente medioevale, rinvenuta accanto la Chiesa di Santa Maria in Valle di Josaphat, nota anche come Chiesa della Gancia. La scoperta, come detto, è stata effettuata durante uno scavo preventivo (metodologia applicata sulla collina storica dall'ufficio ai lavori pubblici del Comune in collaborazione con la Sovrintendenza ai beni culturali di Catania), per studiare l'area dove intervenire. Ed anche questa volta, come nei tanti scavi sulla collina, le sorprese non si sono fatte attendere. Azzardare qualsiasi ipotesi sulla datazione delle tombe ritrovate e l'appartenenza degli scheletri è assolutamente prematuro. Unica certezza che si ha al momento, è che si tratti di un'area cimiteriale a strati, nel senso che le sepolture sono poste a più livelli nel sottosuolo. Al momento si è riusciti a scavare ad una profondità di poco meno di un metro, ritrovando sei scheletri, uno dei quali sembrerebbe di un bambino. La Sovrintendenza ai Beni culturali di Catania lavora con certosino scrupolo ed al momento non fornisce notizie. I reperti ossei ritrovati nell'area (a dirigere lo scavo è l'archeologa Laura Maniscalco, responsabile della Sovrintendenza per Paternò), tutti in quasi perfetto stato di conservazione, saranno portati ora nei magazzini della Sovrintendenza per essere studiati antropologicamente. E sull'area, contro la possibile visita dei tombaroli, vigilano i carabinieri della stazione di Paternò. Da evidenziare, comunque, che all'interno delle tombe non è stato trovato nulla, nessun corredo funerario, anche perché in epoca medioevale non era più in uso lasciare oggetti all'interno delle tombe. Mary Sottile