In S. Giusto si batteva moneta Edificio riemerso dagli scavi Nel corso della storia nulla nasce per caso. In piazza S. Giusto, da cui oggi passano grandi flussi di denaro tramite la Cassa di risparmio, nell'anno 1000 si coniavano le monete per conto del Sacro romano impero. Monete che da Lucca si diffondevano in tutta l'Europa cristiana, arrivando addirittura fino alla Terra santa. Gli scavi archeologici finanziati dal Comune, infatti, hanno riportato alla luce l'antica Zecca medievale, che ebbe la sua sede tra il 950 e il 1200 vicino alla chiesa. «Una scoperta straordinaria - afferma Giulio Ciampoltrini, soprintendente per i beni archeologici - perché ci restituisce il ruolo che la città aveva nell'Alto medioevo: una delle più importanti d'Italia e del mondo». Il lavoro della squadra di studiosi - composta da Elisabetta Abela, Serena Cenni e Maila Franceschini - ha permesso inoltre il ritrovamento di 25 monete di bronzo, altro risultato fondamentale: dato che sono sicuramente autentiche, potranno essere confrontate con le altre monete risalenti al periodo tra il X e il XII secolo, per capire il lavoro dei falsari dell'epoca. «C'erano delle Zecche clandestine anche in Garfagnana e a Pisa - dice Ciampoltrini - tanto che dovette intervenire l'imperatore Federico per combattere il fenomeno». GLI SCAVI Gli scavi sono stati portati avanti nelle ultime due settimane, sotto una pioggia battente, fino a due metri sotto il selciato. Oggi - entro le 12 - si chiuderanno, e avrà inizio la catalogazione e lo studio del materiale. L'edificio monumentale riemerso è una cosiddetta Curtis regia, che si unisce ai resti sotterranei della chiesa di S. Bartolomeo in Silice, sotto la restaurata chiesa di S. Ponziano, e al palazzo del Marchese. «Oltre alle monete e alle caratteristiche dell'edificio - spiega il dottor Ciampoltrini - ci sono dei documenti del 1030 che attestano la localizzazione della Zecca nei pressi della chiesa di S. Giusto. Sappiamo che si batteva moneta in città sin dal 650, in epoca longobarda, ma non siamo ancora riusciti a capire dove». Le prime coniazioni in S. Giusto avvennero tra il 950 e il 960, e si svilupparono su impulso dell'imperatore Ottone I. «Tuttavia - prosegue - è nel secolo successivo che Lucca divenne la città dei duchi e dei marchesi, capitale della Tuscia, una delle più importanti d'Occidente. E ora, grazie a questa scoperta, ne sapremo molto di più». «Su un lato della parete dello scavo - aggiunge l'archeologa Elisabetta Abela - c'è stato un cedimento, grazie al quale abbiamo scoperto un pozzo quadrangolare di 1,40 per 1,40 metri. Ci sarà molto utile. Pensiamo in futuro di scendere ulteriormente, per trovare tracce della Lucca tardoromana». PERCORSO DIDATTICO «L'ennesima scoperta di questi ultimi mesi - afferma l'assessore ai musei Donatella Buonriposi - ci fa capire ulteriormente quanta storia si nasconda sotto i nostri piedi. È evidente che, nel prossimo Museo della città, sarà previsto un percorso archeologico, per valorizzare al massimo il materiale trovato». Il Comune pensa di coinvolgere le scuole anche attraverso un'esposizione al centro di stoccaggio dei reperti raccolti negli ultimi mesi.