PALERMO - È una corsa, una lunga corsa che è iniziata nella primavera del 2000 e che per alcuni vede finalmente il traguardo in questi giorni. Il maxi concorso ai Beni culturali assegna a distanza di quattro anni (fu bandito il 14 aprile 2000) i primi 112 dei 797 posti messi in palio. Ma per tutti gli altri - è l'amara considerazione dei vertici dell'assessorato - occorreranno alcuni anni. Su una selezione in particolare, poi, pende la spada di Damocle di un equivoco sorto da un passaggio poco chiaro del bando: a dirimerlo dovrà essere però un organo che è scaduto da quasi due anni. La lunga corsa verso un posto di lavoro, dunque, proseguirà per i circa 375 mila siciliani che nell'estate del 2000 presentarono la domanda. Il maxi concorso (l'ultimo bandito dalla Regione prima dello stop alle assunzioni stabilito dalla legge 10) è in realtà un insieme di 19 diverse selezioni, tutte per titoli. Per le prime due il traguardo è già stato tagliato ma riguarda l'assegnazione di appena tre posti, due di fisico (erano arrivate 277 domande) e uno di chimico (320 domande). Graduatorie pronte anche per altre due selezioni molto attese, quella per 39 posti di storico dell'arte e quella per 70 posti di archeologo: «E un segnale importante - spiega l'assessore Fabio Granata - che proprio in occasione dell'anno dell'Archeologia la Regione assuma 70 archeologi». La pubblicazione delle graduatorie è questione di giorni: «Superata la fase dei ricorsi, le graduatorie definitive - spiega Gaetano Cullo, direttore del Personale dell'assessorato - sono pronte. La prima verrà pubblicata probabilmente entro fine mese, la seconda ad aprile. Anche la destinazione dei vincitori è già stata decisa: andranno nelle sovrintendenze, nei musei e nei centri di restauro di tutte le province. Entro la fine dell'anno dovremmo riuscire ad assegnare altri 59 posti relativi a quattro selezioni il cui esame delle domande è già a buon punto». Si tratta di 3 posti di paleografo, 24 di archivista, 17 di geologo e 15 di ingegnere. Si tratta delle selezioni in cui è stato registrato anche il numero più basso di domande. Mentre in tutti gli altri casi, le selezioni si sono rivelate un termometro della sete di lavoro nell'Isola. Da qui in poi, però, finiscono le buone notizie. L'ufficio che si occupa dell'esame delle domande è stato sommerso, man mano che le graduatorie provvisorie vedevano la luce, dai ricorsi: «Ci conforta - aggiunge Cullo - il fatto che abbiamo avuto ragione in tutte le pronunce del Tar e che anche alle semplici "opposizioni" dei concorrenti esclusi è stata data risposta adeguata. Ma ciò ha rallentato il lavoro. Le domande sono tantissime e in alcuni casi l'esame è appena iniziato. Credo che per alcune selezioni occorrerà ben più di un anno e per altre alcuni anni prima di poter arrivare alle graduatorie». In particolare si supererà un anno di attesa per l'assegnazione dei posti di antropologo, bibliotecario, biblioteconomo, etnolinguista, naturalista e restauratore. Tempi molto più lunghi - prevedono in assessorato -per i concorsi più attesi (quelli che mettono in palio qualifiche minori ma che hanno fatto registrare da un minimo di 30 mila a un massimo di 123 mila domande): geometra, addetto ai laboratori, aiuto bibliotecario e assistente tecnico. Un discorso a parte merita la selezione per architetti, che vede in corsa 6.600 concorrenti per 100 posti: «Il bando prevedeva che oltre alla laurea - conclude Cullo - il candidato dovesse dimostrare di aver sostenuto durante il corso di studi alcuni esami particolari. Il dubbio è però legato alla scelta di quali esami valorizzare e dovrà essere risolto dal Consiglio regionale dei beni culturali, che però è un organo scaduto di cui si aspetta il rinnovo. E nell'attesa questa selezione è ferma».