Il rilancio della città 1. Ricominciare dalla cultura, dall'arte, dalla storia. L'appello dello scrittore Raffaele La Capria, rilanciato dal Capo dello Stato in visita a Napoli, auspicato dal maestro Muti alla prima del San Carlo e riempito di contenuti dal Soprintendente al Polo Museale Nicola Spinosa in una intervista resa al "Mattino" («Via Duomo, il nostro Guggenheim dimenticato») potrebbe diventare l'inizio del riscatto della città se a Palazzo San Giacomo ci fossero orecchie per raccogliere appelli e idee. «Non c'è bisogno di inventare nulla a Napoli, basterebbe valorizzare quanto abbiamo da secoli», ha detto Spiniosa, il quale ha ricordato che gran parte del tesoro della città è racchiuso nel triangolo d'oro che va da piazza Dante a piazza Cavour e, giù per via Duomo, fino a piazza Nicola Amore dove dall'Archeologico, al Diocesano, al Madre, al Duomo, al Pio Monte, alle splendide chiese, al Filangieri, ai Girolomini (la splendida chiesa di via Tribunali chiusa dai tempi del terremoto ed assediata dal degrado), si concentrano luoghi e capolavori che, se valorizzati, potrebbero restituire a Napoli l'antico splendore. Il rilancio della città 2. Sono in arrivo 220 milioni di euro stanziati dall'Unesco per il centro antico. Sarebbe un errore disperderli in una miriade di piccoli interventi improduttivi così come certamente accadrà se non si formula un programma organizzato su progetti "funzionali" legati insieme da una strategia e finanziati secondo criteri di priorità. Sarebbe quanto mai utile che questo progetto nascesse col contributo di tutte le istanze che si occupano di storia, arte, cultura, a cominciare dalla Soprintendenza al Polo Museale che potrebbe essere incaricata di redigere il progetto su direttiva dei consigli comunale e regionale (ad esempio sarebbe indispensabile coinvolgere l'assessorato regionale al Turismo che dispone di ingenti fondi) ed attuarlo con poteri straordinari che, ben motivati, il Governo potrebbe concedere magari integrando i fondi Unesco con altre risorse. Abbiamo cominciato bene col San Carlo. Facciamo in modo che non si tratti della solita falsa partenza. Il rilancio della città 3. La guerra dei gazebo. Giusto contrastare gli scempi ambientali presenti in città, ma ancora meglio dotarsi di un piano ad hoc e procedere semplici e veloci. Viceversa, il Comune autorizza e la Sovrintendenza vieta, ed il risultato è quello che vediamo tutti i giorni: gazebo fuorilegge, multe, sequestri, rimozioni, ristoranti e bar inferociti per i danni, personale in agitazione per il posto di lavoro, proteste e serrate. Eppure basterebbe poco: un piano concordato tra Comune e Sovrintendenza, regole precise, disegni decenti di strutture leggere cui uniformarsi e, come propone Pasquale Gentile, presidente degli albergatori napoletani, sportello unico per le accelerare le pratiche dei permessi. Abbastanza semplice dunque se solo ci fosse insieme alla volontà un po' di capacità di governare.
NAPOLI - Ricominciare dalla cultura
Il Capo dello Stato ha rilanciato l'appello dello scrittore Raffaele La Capria per valorizzare la cultura, l'arte e la storia di Napoli. Il Soprintendente al Polo Museale Nicola Spinosa ha sottolineato che il triangolo d'oro della città, che comprende piazza Dante, piazza Cavour e via Duomo, contiene molti capolavori che potrebbero restituire a Napoli l'antico splendore se valorizzati. L'Unesco ha stanziato 220 milioni di euro per il centro antico, ma è necessario formulare un programma organizzato e finanziato secondo criteri di priorità per evitare di disperdere i fondi in piccoli interventi improduttivi.
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