Ha due grandi musei dell'arte contemporanea nel suo curriculum, insegnamenti universitari all'ateneo di Bologna e alla Luiss di Roma, un incarico alla Biennale e un lungo elenco di cataloghi e saggi critici, da Mimmo Paladino a Gilbert George, da Mario Merz a Boltanski. Danilo Eccher, cinquantasei anni, è da ieri sera il nuovo direttore della Galleria d'arte moderna e contemporanea di Torino. Sostituisce Piergiovanni Castagnoli, con il quale nel '99 ha firmato il volume che accompagnava la mostra di Marisa Merz a Bologna. Nato a Trento, Eccher ha cominciato la sua carriera al Mart, collaborando anche, in veste di critico, al quotidiano L'Adige. Ed è proprio a Trento che ha il primo incarico di prestigio, direttore artistico della neonata Galleria civica, nell'89. Quattro anni dopo viene chiamato a Venezia, commissario della quarantanovesima Biennale e cocuratore della rassegna «La coesistenza dell'arte». Poi direttore della Gam di Bologna, dal '96 al 2000, con mostre di autori ormai storicizzati e personaggi emergenti che fanno molto parlare del suo lavoro. Dal 2002 viene chiamato da Veltroni alla guida del Macro di Roma, dove rimane fino allo scorso anno: Alemanno non lo conferma al Museo d'arte contemporanea della capitale. Nel passato dicembre il ritorno a Trento, presidente della nuova Fondazione della Galleria civica, dove vent'anni prima aveva cominciato il suo lavoro di organizzatore. Professor Eccher, dopo Bologna e Roma, adesso Torino. Tra i direttori dei musei d'arte contemporanea, lei oggi è quello di maggior esperienza. «Mi sta dando lei la notizia. Non ne sapevo niente. Ho fatto un colloquio mesi fa, poi ho letto sui giornali la dichiarazione della presidente Cattaneo, che sospendeva la nomina del nuovo direttore a causa dei tagli alla cultura. Se ora la mia nomina è reale, sono davvero molto contento. Dalla capitale politica passo a quella che è la capitale, non da oggi, dell'arte contemporanea. E in una struttura come la Gam che ha una collezione straordinaria, una sua storia importante. Diciamo che è un incarico da far tremare i polsi». Lei ha molto lavorato, in passato, con gli artisti torinesi... «Torino rimane sempre una città fantastica. E cosi i suoi artisti. Però in questo momento mi sento in imbarazzo nel fare dichiarazioni tecniche su una nomina che lei mi sta comunicando per primo, ma che non è ancora ufficiale». Sono ufficiali purtroppo i tagli alla cultura, il Comune ha tagliato tra i nove e i dodici milioni alle Fondazioni culturali di cui è socio. «Questo non lo so su Torino, non ho avuto proprio il tempo d'informarmi, ma credo valga per tutte le amministrazioni italiane. Non ne ho idea in questo momento, me lo posso solo immaginare». E crede di poter garantire l'eccellenza anche con i pochi soldi che la Gam sembra vedersi assegnare per i prossimi anni? «Questo è il lavoro: offrire l'eccellenza anche nei momenti difficili. È ciò che ci viene chiesto. Se poi ci si riesce, non lo so, ma occorre provarci».
TORINO - "L'eccellenza con pochi soldi purtroppo è il nostro compito". Intervista a Danilo Eccher
Danilo Eccher è stato nominato direttore della Galleria d'arte moderna e contemporanea di Torino. Ha iniziato la sua carriera al Mart di Trento, dove ha lavorato come critico e direttore artistico della Galleria civica. Poi è stato commissario della quarantanovesima Biennale e direttore della Gam di Bologna. Nel 2002 è stato nominato direttore del Macro di Roma, dove ha lavorato fino a poco fa. Eccher sostituisce Piergiovanni Castagnoli, con il quale ha collaborato in passato. La sua nomina è stata comunicata dalla presidente della Fondazione Cattaneo, che aveva inizialmente sospenduto la nomina a causa dei tagli alla cultura.
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