Che l'amministrazione comunale all'indomani del disastro causato dalla pioggia gridasse subito all'evento eccezionale era normale, desta invece stupore quanto ha dichiarato l'assessore all'ambiente, secondo il quale dobbiamo abituarci a convivere con questi fenomeni (e con le loro conseguenze). Allora diciamola tutta: quanto accaduto venerdì sul nostro territorio non è frutto della casualità, se non in parte. Se è vero che il 6 febbraio le precipitazioni sono state alquanto prolungate, non si può però parlare come qualcuno ha fatto di "bomba d'acqua". Il fatto è lo sviluppo urbanistico di questo territorio ha impermeabilizzato vastissime superfici, ma nessuno si è curato di aumentare in proporzione le sezioni dei canali di scolo. Il terreno che un tempo assorbiva acqua oggi non lo può più fare perché asfaltato e cementato e alla prima pioggia riversa repentinamente l'acqua in una rete di fossi e canali rimasti esattamente come ai tempi del Granducato di Toscana se non prima. Si aggiunga il fatto che la manutenzione degli stessi è praticamente inesistente. I pozzetti ai lati delle strade sono in gran parte otturati e quindi non ricevono acqua. I tratti intubati non vengono mai puliti e quindi la loro portata è ben minore di quella teorica, nelle strade periferiche la tagliatura dell'erba non viene raccolta con cura, perciò tutto questo favorisce l'intasamento fognario. Vi sono zone dove da decenni bastano 10 minuti di pioggia per trasformare le strade in fiumi, come a S. Lorenzo alle Corti (via Berretta) S. Prospero (via Di Lupo Parra) Navacchio (via Gramsci), Casciavola (via Cammeo), S. Anna (La Carraia) praticamente in tutte le frazioni. Ogni volta il Comune chiede alla Regione il riconoscimento di calamità naturale, poi però tutto resta com'era prima. La gente è esasperata, non vuole l'elemosina dei risarcimenti, ma vuole vivere tranquilla, senza la paura del rischio idraulico che mina la sicurezza delle persone e distrugge i beni delle famiglie. Il Comune deve mettere al primo posto dei suoi impegni l'abbattimento del rischio idraulico. Prima di pensare a nuove strade, a nuovi insediamenti, al terzo polo del Politeama al quarto e quinto polo Tecnologico, a qualunque altra cosa, deve essere risolto questo problema, impegnandovi tutte le risorse disponibili. Si può e si deve fare, queste sono le vere necessità primarie per i cittadini. Se questa amministrazione non se la sente, si faccia da parte. capogruppo di Forza Italia