Al termine di un decennale intervento di ristrutturazione è stata riaperta la Brau Biblioteca di Ricerca di Area Umanistica, situata nello storico complesso di Sant'Antoniello a Port'Alba. Torna così accessibile al grande pubblico universitario un patrimonio librario di oltre duecentomila volumi, tra cui molte opere prestigiose e rarissime, e al tempo stesso riapre i battenti la Biblioteca Digitale, vero gioiello di tecnologia avanzata che mette in rete l'ateneo, collocata anch'essa nel complesso monumentale di piazza Bellini. La biblioteca, diretta dalla dottoressa Gigliola Golia rappresenta un bell'esempio di come sia possibile coniugare storia e funzionalità. Dal lunedì al giovedì, dalle 9 alle 18, e il venerdì dalle 9 alle 14 previo rilascio di una badge personale è ammessa la consultazione da parte di tutti gli studiosi e dei docenti e ricercatori delle facoltà del Polo Scienze Umane. Nelle sale luminose e confortevoli, tra gli spazi riservati alla lettura, i percorsi archeologici riemersi in occasione dei lavori sono stati incorniciati con grande effetto in apposite vetrine. Il progetto ambizioso di dar vita alla prima Biblioteca di Ricerca di Area Umanistica, e di localizzarla laddove risiedevano le più antiche famiglie nobiliari della città, prende vita nel 1995 quando la Federico II assegna al Polo delle Scienze Umane e Sociali il Monastero di Sant'Antonio di Padova, nome che l'edificio cinquecentesco conservò fino all'Ottocento. Per volontà del rettore dell'epoca, Fulvio Tessitore, il complesso monumentale che era stato offerto in comodato d'uso dal Comune di Napoli, è stato sottoposto in seguito ad importanti lavori di restauro che hanno consentito numerose scoperte e l'adeguamento dell'edificio alla nuova funzione, pur nel rispetto della tutela e valorizzazione del patrimonio architettonico. Dopo una prima apertura del complesso di Sant'Antoniello in occasione del Maggio dei Monumenti 2008, pochi giorni fa la Biblioteca di Ricerca di Area Umanistica è stata ufficialmente inaugurata. Il progetto di restauro della Brau è stato curato dall'architetto Aldo Pinto ed ha visto operare in stretta sinergia tutte le istituzioni competenti, così come quello per il completamento funzionale dell'edificio avvenuto sotto la direzione dell'architetto Salvatore De Falco.