Certo non si può chiedere al governo la qualifica di Grande Evento, le risorse (lassessore Oddati parla di circa 250-300 milioni) e pretendere anche di imporre il nome del commissario o chiedere che tale figura non venga affatto istituita. A questo stato, più o meno, si era quando al ministero dei Beni culturali sedeva Francesco Rutelli, e a questo stato si è grosso modo oggi, che a via Santo Spirito siede Sandro Bondi. Un raro esempio di continuità amministrativa. Ieri sulla stampa sono apparse, per lennesima volta, le cifre dellevento: un miliardo di euro complessivi di investimento tra pubblico e privato, 4 milioni di metri quadrati interessati (il doppio dellExpo 2015 di Milano) di cui almeno 6 mila solo per le esposizioni, circa 15 mila potenziali nuovi occupati, 5 milioni di visitatori previsti, quasi 10 mila posti auto da realizzare, 1200 camere per la residenzialità. Una mole incredibile di interventi per le infrastrutture, la logistica, la viabilità, la riqualificazione urbanistica di quasi due interi quartieri dellarea ovest della città. A tutto questo si dovrebbe, inoltre, contestualmente affiancare la mole di lavoro diplomatico che servirebbe a costruire la rete tra Napoli e circa 190 Paesi della comunità internazionale, con relativi istituti di cultura, atenei, ministeri competenti, centri di produzione artistica, rappresentanze istituzionali, presidi ed enti della ricerca scientifica, delle produzioni tipiche, dellartigianato locale. Considerata la nota capacità realizzativa dellAmministrazione comunale di Napoli, in caso di completa autogestione dellevento, sarà lecito esprimere appena qualche perplessità sul fatto che nei prossimi tre anni e mezzo tutto questo possa diventare realtà? Per di più con due tornate elettorali locali che, nel bel mezzo del processo organizzativo, riguarderanno proprio Regione e Comune di Napoli? E, sulla scorta dello scarso esito concreto avuto ad esempio in materia di traffico, viabilità e parcheggi dallordinanza firmata da Prodi circa un anno fa che attribuiva al sindaco poteri straordinari, avere dei dubbi sulla concreta realizzazione del Forum delle Culture rappresenterebbe un timore fondato o, come sostiene Oddati, un «pregiudizio» verso il Comune di Napoli? Del resto, il lavoro fatto dal commissario Nastasi al San Carlo, anche grazie alla ingente dotazione finanziaria messa a disposizione dalla Regione, probabilmente dovrebbe insegnare qualcosa: ciò che è stato fatto per il Massimo cittadino negli ultimi 8 mesi, forse non sarebbe stato fatto, in via ordinaria, in otto anni. E non credo che Bassolino - per il quale la collaborazione istituzionale è sempre stata comunque una stella polare della sua azione di governo - abbia avuto esitazioni, circa la scelta di impegnare la Regione per i lavori di ristrutturazione e riqualificazione del teatro, solo perché a gestire i fondi sarebbe poi stato un commissario. Cè da ricordare anche che, ora come allora, la nomina di Nastasi non fu certo accolta dal Comune in maniera calorosa. Il fatto è che quando si parla di politiche pubbliche strategiche virtuose non si parla solo di soldi: servono competenze organizzative, capacità amministrative, piglio decisionale, un clima generale di fiducia e autorevolezza, una grande propensione alla concertazione istituzionale ai massimi livelli, la forza di saper fare sistema tra pubblico e privato, un apparato amministrativo specializzato e reattivo, e tanto altro ancora. Su questi terreni, a detta di molti, il Comune di Napoli non pare aver offerto ottime performance ultimamente. Come dimostrato dal caso San Carlo, quindi, sulla nomina di un eventuale commissario per il Forum delle Culture 2013 non cè nulla da temere. Anzi.
CAMPANIA - le assurde pretese sul Forum delle Culture
Il governo ha investito circa 1 miliardo di euro nel progetto "Forum delle Culture" a Napoli, con un totale di 4 milioni di metri quadrati di esposizioni e 5 milioni di visitatori previsti. Il progetto include anche la riqualificazione di due interi quartieri dell'area ovest della città e la costruzione di 10.000 posti auto. La nomina di un commissario per il progetto è stata discussa, ma il Comune di Napoli non sembra avere le competenze per gestire il progetto. Il commissario Nastasi ha già dimostrato la sua capacità di gestire progetti di grandi dimensioni, come il Massimo cittadino. La nomina di un commissario per il Forum delle Culture 2013 non dovrebbe essere preoccupante per il Comune di Napoli.
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