Roma - Un ciclo di affreschi attribuibili al pittore fiammingo Paul Bril è stato rinvenuto a Roma nel palazzo seicentesco, oggi sede centrale dell'Ansa, che, alle pendici del Quirinale, ospitò la Dataria apostolica. La scoperta è avvenuta in seguito a uno studio condotto da Francesco Gatta, studente di Storia dell'Arte all'università di Roma Tre, coadiuvato Aldo Serafinelli. Sull'attribuzione a Bril non dovrebbero esserci dubbi per diversi motivi. In primo luogo la storia del palazzo, in origine residenza di Orazio Maffei (1580-1609), diventato cardinale nel 1606 sotto il pontificato di Paolo V Borghese. In seguito l'edificio è stato molto rimaneggiato, ma è proprio nella Galleria appartenente alla struttura originaria che sono state individuate le quattro lunette di altissima qualità pittorica eseguite da Bril con la tecnica del mezzo-fresco e rappresentanti le quattro stagioni. Dal punto di vista dell'analisi stilistica, su cui essenzialmente si basa l'attribuzione documentata da Gatta, ci si trova davanti a quattro splendidi paesaggi che per resa naturalistica degli scenari e forte caratterizzazione dei personaggi, possono essere riconducibili solo al pittore olandese, attivo a Roma dalla fine degli anni '70 del '500 (e ammesso all'Accademia di San Luca nel 1582). L'evoluzione dello stile pittorico di Bril, in cui, dice Gatta, la tradizione nordica viene mitigata dall'influenza del naturalismo di Carracci e Domenichino, e le vicende del Palazzo fanno propendere la datazione degli affreschi tra il 1601 e il 1606. L'adesione alla "naturale maniera dei Carracci" sembra essere avvalorata dal fatto che in quegli anni Bril si serviva dell'ausilio di Pietro Paolo Bonzi, detto il Gobbo dei Carracci, direttamente uscito dalla bottega di Annibale. E al Gobbo dovrebbe essere stata affidata l'esecuzione di altre sei semilunette affrescate verso il lato del cortile interno del palazzo, in quanto presentano una stesura pittorica più essenziale seppure non difettino di un notevole aspetto naturalistico ricollegabile a Carracci, Domenichino, Albani e Viola. Altri affreschi decorano inoltre la volta del Palazzo della Dataria, attribuibili però a pittori diversi e Gatta ha osservato come, proprio per le vicende dell'edificio, gli studiosi non si siano soffermati a studiarlo. Nei prossimi giorni saranno valutate con la Soprintendenza per i Beni architettonici di Roma le eventuali necessarie azioni di restauro.
Roma. Scoperto un ciclo di affreschi di Paul Bril - Sono nel palazzo che ospita l'agenzia Ansa
Un ciclo di affreschi attribuibili al pittore fiammingo Paul Bril è stato scoperto a Roma nel palazzo seicentesco dell'Ansa. La scoperta è stata effettuata da Francesco Gatta e Aldo Serafinelli. Gatta ha attribuito gli affreschi a Bril per motivi storici e stilistici. L'attribuzione è supportata dalla storia del palazzo, che include la presenza di artisti come Annibale Carracci e Pietro Paolo Bonzi. Gatta ha osservato che gli affreschi presentano una stesura pittorica più essenziale, ma con un notevole aspetto naturalistico. I prossimi giorni vedranno valutate con la Soprintendenza per i Beni architettonici di Roma le eventuali necessarie azioni di restauro.
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