La polemica Il presidente della Camera di commercio Gaetano Cola: burocrazia nemica dello sviluppo Irap, inefficienze, accesso al credito: rischia di chiudere il 40 per cento delle piccole e medie imprese «La Camera di commercio propone sempre numerose iniziative, però ci accorgiamo di essere in continua difficoltà per i vincoli burocratici. Un esempio sono i due porti turistici, uno al Molosiglio e laltro a Bagnoli. Saranno due anni che cerchiamo di realizzare qualcosa e invece una volta la Soprintendenza dice che non possiamo, unaltra volta è la burocrazia e non si fa la gara dappalto in tempo utile, poi mancano i via libera. Per le stesse cose, altrove si muovono con grande disinvoltura mentre qui è tutto lentissimo». E la lentezza ferma progetti per 800 milioni. Cè preoccupazione nellinvettiva di Gaetano Cola, presidente della Camera di commercio di Napoli. A distanza gli risponde Andrea Cozzolino. Lassessore regionale alle Attività produttive sottolinea che su Bagnoli cè una manifestazione di interesse, «che io ho lanciato - ha detto - sono andato anche a Milano e Torino per raccogliere suggerimenti dalle imprese. Il 30 aprile ci saranno gli esiti di questo invito alla manifestazione di interesse». Cola ha parlato a margine del convegno dal titolo "Diamo fiducia al Mezzogiorno, una risorsa per tutto il Paese", organizzato da Unimpresa, col presidente nazionale Paolo Longobardi, sul tema dello sviluppo e del rilancio del Mezzogiorno e per presentare il codice antiracket e antiriciclaggio, che impegna le aziende ad assumere impegni nel rispetto di regole di legalità. Convegno peraltro disertato da parecchi invitati tra cui Cristiana Coppola, vice presidente di Confindustria per il Mezzogiorno. «Sono quasi 100 mila le imprese di Napoli a rischio fallimento», è lallarme di Cola. Burocrazia e inefficienze stanno condannando allestinzione una parte consistente del tessuto produttivo campano. «Alla Camera di commercio di Napoli sono iscritte 250 mila aziende - ha detto il presidente - il 94 per cento sono medie e piccole, non tutte di produzione beninteso, di queste il 30-40 per cento rischia di chiudere». Una somma di cause: costo dellenergia elettrica, Irap, accise, difficoltà di accesso al credito, inefficienza delle infrastrutture, scarsità dei servizi che frenano le piccole e medie imprese non competitive e fanno lievitare i costi di gestione. In altre parole: scarsa competitività e alti costi di gestione. Anche su questo ha risposto, in serata, Cozzolino. «Noi non possiamo fare granché. Ho già proposto agli enti camerali della Campania di creare degli sportelli unici presso di loro per la dichiarazione di apertura di attività. Possiamo dargli delle risorse se lo fanno. Ci sono 552 comuni nella regione, pensate che semplificazione se ci fosse soltanto uno sportello per provincia». Attività e progetti sono fermi al palo. «Si potrebbero investire, anche con lapporto di capitali privati, fino a 800 milioni di euro in progetti per Napoli e la Campania, ma non riusciamo ad andare avanti e sono di fatto bloccati. Siamo sempre in attesa di permessi e autorizzazioni». Lo stesso vale per la realizzazione di parcheggi in città e anche per interventi nel settore dei rifiuti. «Per i parcheggi, sono già pronti e presentati gli studi di fattibilità e anche in questo caso ancora un nulla di fatto. Al sindaco Iervolino non sono stati rinnovati i poteri speciali per il traffico e la viabilità e i bandi non partono, dobbiamo aspettare», protesta ancora Cola. È ripreso, intanto, il lavoro fino a venerdì mattina alla Fiat di Pomigliano dArco, per il recupero della settimana di produzione che aveva subito uno stop a causa dello sciopero allAsm di Avellino. Le Rsu hanno fissato unassemblea per domani. «Proporremo - dice Gerardo Giannone, della Fim-Cisl - un incontro con Fiat, indotto, rappresentanze istituzionali, sindaci, parlamentari». Fiom, Fim e Uilm hanno chiesto un incontro urgente con la Fiat perché il 2 marzo scadranno 40 contratti a termine della società satellite Heandling.