Il Comune annuncia ricorso al Consiglio di Stato. La Camera di commercio denuncia i progetti fermi Il Tar della Campania blocca il piano urbanistico esecutivo di Bagnoli. A rischio i grandi cantieri per la Porta del Parco, il Parco dello Sport, lacquario tematico e il primo lotto della strada. Ed è di nuovo scontro tra Soprintendenza e Comune. Infatti i giudici amministrativi, partendo dal ricorso di un singolo cittadino, bloccano le delibere comunali sul Pue di Bagnoli, ritenendo fondamentale il parere negativo della Soprintendenza. Palazzo San Giacomo annuncia: «Faremo ricorso al Consiglio di Stato». Intanto il presidente della Camera di commercio Gaetano Cola denuncia i progetti fermi: «Un esempio sono i due porti turistici, uno al Molosiglio e laltro a Bagnoli. Sono due anni che cerchiamo di realizzare qualcosa e invece una volta la Soprintendenza dice che non possiamo, unaltra volta è la burocrazia e non si fa la gara dappalto in tempo utile, poi mancano i permessi». Il Tar boccia il piano del Comune: "Ha ragione la Soprintendenza" Palazzo San Giacomo "Faremo ricorso al Consiglio di Stato" CRISTINA ZAGARIA Bufera sul futuro di Bagnoli. Il Tar Campania boccia il Piano urbanistico esecutivo (Pue). Cuore del problema il porto canale sul quale la Soprintendenza ha espresso parere negativo. Questo, però, basta ai giudici amministrativi della prima sezione, per annullare la delibera del Consiglio comunale che ha approvato il Piano urbanistico esecutivo relativo allambito di Coroglio (la numero 40 del 2005) e quella che adotta il Pue (la delibera 240 del 2003). «Non rispondo», commenta duro il vicesindaco, Tino Santangelo, padre putativo dellintero progetto. Anche se il Comune annuncia: «Faremo ricorso al Consiglio di Stato per ottenere la sospensiva». Riunione demergenza in serata, invece, a Bagnolifutura: «La sentenza del Tar non tocca comunque il Piano regolatore generale, che rimane un punto fermo ma solo il Pue. Stiamo cercando di capire gli effetti pratici». Il Pue delimita le varie aree tematiche in attuazione di una variazione del Piano regolatore generale: il parco, il porto turistico, gli alberghi a cinque stelle, larea per le abitazioni. La sentenza del Tar tecnicamente blocca anche i cantieri. Sono a rischio i lavori per la Porta del parco, il Parco dello sport, lacquario tematico e il primo lotto della strada. Invece non si fermano le opere di bonifica (il 70 per cento dei lavori ad oggi a Bagnoli) perché non rientrano nel Pue. Nuovo stop insomma, dopo la notizia di pochi giorni fa della mancanza di fondi per la realizzazione della colmata. Anche se in questi casi esiste una norma di autotutela, che permette a Palazzo San Giacomo di non bloccare i cantieri e di fare ricorso urgente, con una strada preferenziale e tempi strettissimi, al Consiglio di Stato (lesito del ricorso entro dieci giorni). «La Soprintendenza - scrivono intanto i giudici del Tar Campania - è pervenuta a un giudizio negativo, opportunamente motivato, sulla base di articolate considerazioni che riguardano non solo la realizzazione del porto canale, ma anche le altre aree tematiche di cui si compone il Pue». E ancora: «La Soprintendenza non mostra di negare in assoluto la realizzazione di un approdo turistico (previsto dalla variante al Prg) o di trasformazioni urbanistiche (consentite dal vincolo); quanto piuttosto essa palesa motivate obiezioni sulle modalità prescelte dal Comune per attuare la pianificazione esecutiva, in particolare per quanto concerne lopzione per la realizzazione del porto canale». Insomma Bagnoli finisce nel tritacarne dellincomunicabilità tra Palazzo San Giacomo e Palazzo Reale. Tutto è partito dal ricorso contro Comune, Regione e ministero per i Beni e le attività culturali, di un singolo cittadino (proprietario di un immobile sito nel borgo marinaio di Coroglio, compreso nel piano urbanistico esecutivo di Bagnoli) difeso dallavvocato Antonio Palma. I giudici motivano la sentenza facendo riferimento a una nota (la numero 4484) del 13 febbraio 2003 che passa in rassegna tutte le aree tematiche del Pue: listmo di Nisida, lapprodo turistico, i volumi da edificare e quelli abusivi da eliminare, il parcheggio ai piedi del Parco Virgiliano, leliminazione dei pontili galleggianti. La nota boccia senza appello il Pue a causa del «notevole impatto per la frantumazione della fascia costiera, per aver eluso il vincolo di tutela e per una carente interrelazione tra le diverse parti dellarea».