Mancanza di regole certe, burocrazia difficile. Un mix deleterio per gli imprenditori napoletani». Pasquale Gentile, presidente degli albergatori napoletani, nella vicenda dei gazebo sequestrati perché ci sono le autorizzazioni comunali ma non quelle della Soprintendenza, se la prende con palazzo San Giacomo: «Tutto questo non fa bene all'immagine della città». Presidente in questa vicenda i proprietari di bar e ristoranti sembrano finiti in un cul de sac. «Mi sembra che non ci sono regole certe a cui attenersi e gli imprenditori non vengono messi nella condizione di operare e mettersi in regola. Anche perché, in questa città, si trovano davanti ad un grande ostacolo da superare: una burocrazia difficile e farraginosa». Si spieghi. «Fermo restando i vincoli della Soprintendenza, qui mi sembra che le strutture hanno tutte l'ok degli uffici di palazzo San Giacomo. E per anni, è andata bene così». Poi all'improvviso scatta il giro di vite. E scattano i sequestri anche per locali-simbolo come il Gambrinus. «Appunto. Un punto di riferimento che si vede contestare dopo anni il non rispetto di un parere. E la chiusura del gazebo in piazza Trieste e Trento non fa certo bene all'intero sistema turistico». Ma in questa vicenda, chi ha sbagliato? «Fermo restando, ripeto, leggi e vincoli da rispettare, penso che gli uffici comunali avrebbero dovuto avvertire i commercianti. Ovvero quando veniva dato l'ok all'occupazione di suolo pubblico, bisognava chiarire che occorreva un altro parere della Soprintendenza e non bastava solo il pagamento della tassa comunale». Per anni è stato così. «E, infatti, oggi ci troviamo in questa situazione che non fa bene all'immagine della città e del comune dove non sono state mai chiarite regole certe». Pensa che sia il caso di fissare una pax per risolvere prima la querelle? «Non sta a me dirlo. Penso solo che questo è il risultato in una città dove la burocrazia ha tempi lunghissimi. Per uscirne basterebbe affidarsi agli sportelli unici. Ci sono in tutta Italia ma a Napoli non hanno mai funzionato a dovere. Eppure è il luogo adatto per mettere attorno ad uno steso tavolo tutti i soggetti in materia di rilascio di questi permessi. Invece di perdere altro tempo, basterebbe esaminare lì tutte le pratiche, e sotto tutti i vari aspetti, stabilendo un iter più veloce». ad. pa.
CAMPANIA -ci sono le autorizzazioni comunali ma non quelle della Soprintendenza
Il presidente degli albergatori napoletani, Pasquale Gentile, critica la burocrazia difficile e le regole non certe che ostacolano gli imprenditori napoletani. Egli sostiene che i proprietari di bar e ristoranti sono stati colpiti da sequestri di gazebo senza autorizzazioni della Soprintendenza, nonostante gli ok degli uffici comunali. Gentile pensa che gli uffici comunali avrebbero dovuto avvertire i commercianti prima che venisse data l'ok all'occupazione di suolo pubblico. Egli propone di fissare una pax per risolvere la querelle e di esaminare tutte le pratiche in un unico tavolo, stabilendo un iter più veloce.
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