Il problema è lo stesso per tutti: le strutture coperte all'esterno di bar e ristoranti sono state edificate con il permesso del Comune ma non della Soprintendenza, che non ha mai ricevuto le richieste degli esercenti Una guerra iniziata, a suon di sequestri e denunce, sei mesi fa. Contro i gazebo di bar e ristoranti in regola con le autorizzazioni comunali ma senza avere l'ok della Soprintendenza. Prima i ristoranti, poi si è passati ai bar. Dal centro e, via via, passando per Posillipo e il Vomero, verso le periferie. E a finire al centro delle contestazioni anche locali blasonati come il Gambrinus. E, ormai non c'è locale, dove il gazebo non è delimitato da strisce di plastica rosse e bianche. Fanno il resto i cartelli formato A4 mantenuti con lo scotch: «Sotto sequestro». Ed ora, anche se palazzo San Giacomo è pronto a vare nuovi regolamenti per risolvere la faccenda, sono pronte le richieste per maxi risarcimenti. I sequestri, intanto, sono continuati anche ieri. A Poggioreale, questa volta, dove, in via del Pezzo, gli agenti della polizia municipale hanno accertato che il titolare di un bar, autorizzato per l'installazione di una «bouvette mobile» su suolo dato in concessione dall'amministrazione comunale, aveva invece realizzato una struttura con copertura e pannelli. Non solo perché lo stesso titolare aveva anche realizzato un'altra struttura fissa. Senza alcuna autorizzazione, in questo caso. Da qui, dopo i controlli, la decisione dei caschi bianchi: sequestro. Saranno quasi una quarantina, con quello di ieri, i sequestri di strutture esterne nei confronti di altrettanti locali. Da qui la decisione del Comune di varare un nuovo piano. «Pensiamo di inserirlo nella nuova ordinanza sicurezza, previsto dal decreto Maroni, che sarà pronto - assicura l'assessore alla legalità Luigi Scotti - entro due settimane. Lì ci sarà un nuovo piano-gazebo o, comunque, ipotizziamo anche di stralciarlo pur di risolvere la questione e venire incontro alle esigenze di tutti. Commercianti e Soprintendenza». Ma i primi sono ormai sul piede di guerra e, oltre a una serrata, sono pronti a passare alle richieste di risarcimenti danni. Se ne fa portavoce il movimento «Noiconsumatori». «L'azione messa in atto dal Comune è un controsenso: i vigili urbani sequestrano gazebo che esistono grazie alle autorizzazioni rilasciate dallo stesso comune che incassa - accusa il presidente Angelo Pisani - in media da ogni locale, almeno 5-6 mila euro l'anno. Venerdì prossimo l'amministrazione comunale ha indetto una riunione su questi sequestri continua Pisani noi non saremo presenti ma ci rivolgeremo alla magistratura per far rispettare le leggi e chiedere risarcimento per danni all'immagine e per la perdita economica». A far sentire la voce di protesta anche Luca Bellavia, proprietario del bar omonimo a piazza Vanvitelli al Vomero: «Non abbiamo mai superato i venti metri quadri di gazebo, come sostengono i vigili, e siamo in possesso di tutti i permessi necessari. Quel che sta accadendo è uno scandalo: chiederemo un milione di euro di risarcimento al Comune».