Villa comunale. Se ne è parlato qualche settimana fa nel Salotto Semprevivo gremito di cittadini. Il 23 scorso i tecnici Angelo Di Monte e Dario Di Luzio, con l'assessore Luigi Febo, hanno illustrato il loro "progetto di riqualificazione architettonica ed ambientale". L' arch. Dario di Luzio ha descritto un asse che collega la villa al campanile del duomo e con l'aiuto di diapositive ha mostrato i vari progetti: la facciata dell'ex Enal «sarà modificata perché un po' troppo "fascista"» (ci chiediamo cosa non farebbe all'Eur o a Sabaudia). La piazza ex Gil «ritornerà con i gradini»: speriamo che si accordino pavimenti e pendenze. Ci saranno un «teatro sull'acqua", la ricostruzione dell'antica fontana con la dea fortuna (ritrovata), un ponticello di acciaio preossidato. Si parla pure di messa in sicurezza con telecamere, di rifare di nuovo la vasca della fontana nel piazzale, un po' più bassa (ma è stata rifatta appena dieci anni fa!), ci mostrano le foto di panchine in cemento da piazzare anche a ridosso del muro del seminario e per finire viene descritta un'illuminazione scenografica a fibre ottiche multicolor. Ha fatto seguito alla relazioni un animato dibattito; tra il pubblico diversi esperti di problemi urbanistici e ambientali hanno espresso il loro disappunto. Molto contestato il progetto di pavimentazione con "ghiaietto lavato" (lastroni di cemento "effetto brecciolina" che per la messa in opera richiedono un sottostante massetto di cemento e una rete elettrosaldata). Tutti temono di vedere i giardini cementificati. Grazie anche alla precedente ed esaustiva conferenza "origini e storia della villa comunale" tenuta dall'arch. Maria Teresa Piccioli, sappiamo che, quando villa Frigeri fu acquistata dal Comune, per ottenere gli attuali giardini si dovette sistemare e piantumare il parco e il compito venne affidato a esperti botanici. Del tutto assenti in sede di "riqualificazione". Viva preoccupazione anche per un parcheggio sotterraneo sotto il parco del seminario, di cui pure si è parlato. C'è chi fa notare che i parcheggi, nelle città saggiamente amministrate, non sono nel cuore del centro, ma lungo il perimetro esterno. La Villa più che mai dovrebbe essere una zona senza traffico e riservata ai pedoni. È davvero chiedere troppo?