Sono passati 141 anni da quando fu siglato il rogito Guerri, con il quale lo Stato dava in concessione d'uso perpetuo al Comune di Firenze le sedi religiose di proprietà del Fondo di culto, oggi Fec. Lo scorso dicembre, il ministero dell'Interno ha comunicato a Palazzo Vecchio la revoca della concessione per la Basilica di Santa Maria Novella. Lo stesso destino potrebbero avere le basiliche di Santa Croce, Santa Maria del Carmine sempre in concessione al Comune, ma anche la Basilica di San Marco, le chiese di San Paolino e San Gaggio, l'Abbazia di Vallombrosa e il Santuario di Montesenario. Lo Stato si sta riappropriando dei suoi luoghi religiosi. Un'operazione pensata da mesi, senza aver lasciato trasparire nulla a Palazzo Vecchio. «Il Fec - racconta l'assessore alla cultura Eugenio Giani - ci ha contattato qualche tempo fa per effettuare dei sopralluoghi a Santa Croce, Santa Maria Novella e Santa Maria del Carmine. Noi ci siamo resi disponibili, ma non immaginavamo una simile decisione». MARONI VUOLE LA BASILICA - Decisione che stupisce l'assessore perché arriva dal ministero dell'Interno: «È il ministro Maroni, leghista che porta avanti istanze federaliste, a chiedere un atto così centralista: mi sembra un paradosso». La Basilica di Santa Maria Novella passerà all'Istituto dei padri domenicani della provincia romana, e la sua gestione sarà affidata all'Opera di Santa Maria Novella, che è già attualmente impegnata nel restauro degli affreschi, utilizzando i proventi dei biglietti di ingresso. Anche i padri domenicani hanno saputo della decisione del ministero tramite una lettera: «È da quando, nel 1300, abbiamo fondato la Basilica che ce ne stiamo occupando - afferma padre Alessandro Salucci, presidente dell'Opera - poi ci fu nel 1866 la requisizione degli edifici religiosi, diventando proprietà dello Stato, poi dati in concessione al Comune. Ora continueremo a farlo come abbiamo sempre fatto». Quel rogito prevedeva un atto successivo di attuazione, che non fu mai fatto. COSA CAMBIA - Cosa cambierà per Santa Maria Novella? «Credo nulla - risponde padre Alessandro - attualmente per gli investimenti esiste una convenzione fra Comune e Opera, sentiremo il ministero cosa intende fare ». L'assessore Giani non ci sta: «Proporrò alla giunta di intervenire perché non ci si può limitare a un passaggio di carte. Negli ultimi dieci anni, il Comune si è adoperato per la manutenzione ordinaria e straordinaria spendendo circa sei milioni di euro. L'ultimo esempio è il restauro della facciata». Per questo l'assessore pensa a una «liquidazione in natura» per quanto investito dal Comune: «Lo Stato intervenga con finanziamenti per progetti mirati sul nostro patrimonio. Si potrebbe stipulare una sorta di ''concordato fiorentino" che possa sollecitare l'istituzione di uno specifico capitolo di spesa nel bilancio dello stato per gli edifici storici ed ecclesiastici della città». A questo punto, dice l'assessore, ci vorrebbe un tavolo con lo Stato e la Curia: «Vogliamo sapere come saranno garantiti gli investimenti che abbiamo dedicato in tutti questi anni per la cura della Basilica. Ogni anno solo per gli affreschi si spendono 200 mila euro».
FIRENZE - Santa Maria...Contesa Lo Stato rivuole la basilica
Il ministero dell'Interno ha comunicato al Comune di Firenze che la concessione per la Basilica di Santa Maria Novella è stata revocata. La stessa destinazione potrebbe toccare anche altre basiliche del Comune, come Santa Croce, Santa Maria del Carmine e San Marco. Il Fondo di culto (Fec) ha contattato il Comune per effettuare sopralluoghi, ma non è stato previsto un atto di revoca. L'assessore alla cultura Eugenio Giani è sorpreso dalla decisione e vuole intervenire per garantire gli investimenti del Comune nella Basilica. Il Fec passerà alla diocesi di Roma e l'Opera di Santa Maria Novella sarà responsabile della gestione.
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