Adesso che i faretti sono puntati e le luci accese, ecco, adesso l'assessore vorrebbe smontare gl'impianti e abbassare l'interruttore. Off. «Così la loggia dei Mercanti è oscena, sembra lo stadio Meazza». Pentito? «La Soprintendenza ha stravolto il progetto », attacca il titolare all'arredo urbano, Maurizio Cadeo. Il Comune aveva proposto un intervento scenografico, led a basso consumo e spot di design, ma le Belle arti l'hanno trovato kitsch, invasivo, e hanno ottenuto luce diffusa. «L'effetto è terrificante», attacca Cadeo. Replica il soprintendente Alberto Artioli: «Evitiamo i luna park nei luoghi di storia e cultura». Spengo anch'io. No, tu no. La battaglia dei fari divide Comune e Soprintendenza. L'assessore ha avviato quattro progetti d'illuminazione scenografica: Scala e piazza Mercanti sono finiti; Sant'Eustorgio e Santa Maria delle Grazie sono stati bloccati dal ministero. Pareri negativi: «Tecnologie e proiezioni alterano la visione delle linee architettoniche». E Cadeo che fa? Primo, annuncia: «Ora definiamo le linee guida in un piano organico d'illuminazione scenografica». Secondo, rilancia: «Stiamo progettando nuovi interventi per il 2009 a San Satiro, Sant'Alessandro, piazza Borromeo e San Lorenzo». Terzo, si appella ad Artioli: «Sediamoci attorno a un tavolo, o rischiamo di perdere il treno degli stili che fanno tendenza all'estero. La Soprintendenza ci venga incontro». Si scelga. Design o classicismo? Faretti a scomparsa o lampioni? Cinema o tradizione? Comune e Soprintendenza non si trovano, è una partita a mosca cieca. Cadeo: «Non possiamo nemmeno illuminare i corsi d'acqua ». Artioli: «Gli interventi rispettino chiese, monumenti e ambiente».