Ci sono voluti quasi due anni tra preparativi e trattative. Da una parte Giovanni Gentile, presidente degli industriali fiorentini. Dallaltra il ministro dei Beni e delle Attività Culturali Sandro Bondi. Risultato finale? Firenze diventerà la capitale della cultura nel mondo, ospitando, con cadenza ancora da definire, un forum internazionale a cui parteciperanno i massimi esperti del settore. Da tempo lei ha questo progetto in mente. Qual è il senso? Portare lItalia al centro del dibattito internazionale sulla cultura. È uniniziativa a cui sto lavorando assieme ai collaboratori di Confindustria già da un anno e mezzo. Prendendo a prestito il modello del forum di Davos sulleconomia, vorremmo riproporlo nellambito della cultura. Quello di Davos, è un appuntamento annuale a cui intervengono i maggiori esperti del settore e i ministri dellEconomia. Questanno cera Tremonti; in altri tempi intervenivano personaggi del calibro di Gianni Agnelli o Henry Kissinger. Si riuniscono per fare il punto, verificare le tendenze economiche, le strade da percorrere, le decisioni che dovranno poi essere prese. Il forum della cultura come dovrebbe concretizzarsi? Lidea è quella di applicare lo stesso modello di Davos. Un appuntamento ricorrente (vediamo poi se avrà cadenza annuale o biennale anche se io preferirei lo si facesse ogni anno) a Firenze. Scusi, ma nei suoi incontri col ministro Bondi non si è parlato di Monza come candidata a ospitare levento? È successo questo: Bondi era molto contento del progetto, ma aveva già preso degli accordi col Palazzo Reale di Monza per fare lì il primo incontro, in collaborazione con lUnesco. Allora abbiamo deciso che in quelloccasione, attorno a settembreottobre 2009, verrà annunciato che dallanno successivo tutto si trasferisce a Firenze, che diventerà così la sede permanente. Perché proprio la città toscana? Perché è la sede ideale. È la città nel mondo con la maggiore concentrazione di beni culturali. Torniamo al forum. Lei è un industriale che si vuole occupare di cultura. Perché? Beh mi pare ovvio. La cultura in Italia è una risorsa economica tra le più importanti. Forse addirittura la principale vista laltissima concentrazione di opere. E quando parlo di opere intendo sia i beni mobili che vanno dai dipinti alle sculture; sia il patrimonio immobiliare: dai monumenti, ai palazzi, con un occhio di riguardo anche ai siti monumentali. Dunque? Durante gli incontri con gli esperti vorremmo occuparci di recupero, conservazione, restauro, ma anche delle ricadute in termini economici. Dobbiamo renderci conto che lottica con cui si guarda ai beni culturali è ormai cambiata. Non si può più parlare solo di conservazione del nostro patrimonio. Ma dobbiamo considerarlo un motore propulsivo della nostra economia. Dunque, da una parte ci occuperemo di tutti gli aspetti più strettamente legati alla gestione dei musei o allusufruibilità da parte del pubblico. Ma dallaltra apriremo spiragli a nuovi progetti. Ci fa un esempio? In Italia non esiste lidea di fiscalità. Ossia, non è prevista una legislazione "premiante" come negli Stati Uniti dove i privati che contribuiscono alla valorizzazione di questi beni, magari con delle donazioni, ottengono in cambio dei vantaggi fiscali. Questo sarà uno dei temi al centro dellincontro in Lombardia. In che modo si svolgerà il forum? Ci saranno due o tre giorni di convegni al massimo. Il numero delle persone coinvolte si aggirerà attorno a qualche centinaio, non di più. Chiaramente non è un evento di massa, non è che arriveranno gli eserciti di turisti. Non è quello che vogliamo. Saranno poi importanti le ricadute sul territorio, perché questo forum porrà lItalia sotto gli occhi di tutto il mondo. LItalia però è anche il Paese che tra i primi costi da abbattere, mette mano alla cultura... Ecco, diciamo che questo evento va nella direzione opposta. In che senso scusi? Ecco vede, è un buon segnale. Sa, i tagli non sono mica dovuti a "cattiveria", ma allo stato delle finanze nazionali e internazionali che, come lei sa bene, sono quelle che sono. Noi le risorse le cercheremo e le troveremo prevalentemente qui, a Firenze.. Poi, dopo, naturalmente saranno coinvolti il ministero, il governo e vedremo più avanti i dettagli. Ma questiniziativa nasce col sostegno economico della città, da Confindustria che lo promuove alle Camere di Commercio.. Mi auguro che in seguito arrivi il sostegno dei privati, ma ora è prematuro parlarne. Quindi i privati si sostituiscono allo Stato per promuovere un patrimonioditutti? Linteresse che possono avere i privati è chiaro: il tornaconto economico. Il forum sarà un faro per la città con capacità di creare un indotto che coinvolge la mobilità aerea, quella terrestre con lalta velocità, quella urbana, i settori turistici e così via dicendo.