MANOPPELLO. Interesserà il territorio di sei comuni, di cui quattro del Pescarese e due del Chietino situati tutti nella striscia pedemontana della Maiella. E' il nascente "Parco storico, archeologico e didattico", di cui è stato sottoscritto il protocollo d'intesa dagli amministratori dei sei comuni. Intanto è stato già predisposto un progetto di sviluppo del Parco che prevede un investimento iniziale di circa cinque milioni di euro. Per gli enti interessati si tratterà di recuperare in futuro ulteriori risorse. Il tavolo per la firma della convenzione è stato tenuto nella sede del comune capofila di Serramonacesca. Gli altri centri coinvolti sono Manoppello, Lettomanoppello, Roccamorice, Roccamontepiano e Pretoro. All'incontro hanno partecipato gli amministratori Andrea Di Meo , Gennaro Matarazzo , Antonio Conte , Lelio Ferrari , Adamo Carulli e i tre progettisti del nuovo parco, gli architetti Giampiero Garzarella , Antonio Zavarella e Piero Pandolfi . Le finalità di questo nuvo organismo di gestione del territorio e delle sue risorse sono indirizzate al recupero delle emergenze del patrimonio storico-ambientale che caretterizzano i centri storici e la cultura religiosa del comprensorio. Così sono stati tirati dentro le previsioni di progetto il recupero del Castelmenardo, delle abbazie di San Liberatore e di Santa Maria Arabona, gli eremi di Santo Spirito e di Sant'Onofrio, la Basilica del Volto Santo, i percorsi dei sentieri montani, gli agricampeggi, i rifugi nei boschi e tantissimi altri "obiettivi-risorsa" che caretterizzato il patrimonio delle giacenze culturali e architettoniche del territorio. «Il progetto sarà comune» spiega il sindaco di Serra Andrea Di Meo «e ogni informazione che lo riguarda sarà messa nella rete di gestione». Questo lavoro è supportato dal parere favorevole della professoressa Maria Carla Somma , del Dipartimento di Archeologia medievale dell'Università D'Annunzio, e di Andrea Staffa , dirigente archeologo della Soprontendenza archeologica teatina: i due istituti si sono resi co-protagonisti dell'iniziativa. La partecipazione sarà estesa in seguito anche all'ente Parco della Maiella. L'obettivo dei fondatori del Parco è quello di reperire le risorse finanziarie avvalendosi di tutte le misure comunitarie, a partire dal Pit, anche se la dotazione finanziaria di questo strumento non è molto consistente. Altra necessità, tentativi di sinergia verso i Fas, i Fers e gli Ipab. «E' importante sottolineare" conclude Di Meo «che finalemnte abbiamo abbandonato le spigolose logiche di campanile e siamo riusciti ad unirci nell'obiettivo comune dare valore al territorio. Questo progetto potrà portare anche nuova occupazione».