STRA. La Riviera del Brenta è ricca di storia e cultura per questo va preservata, valorizzata e non «violentata» con speculazioni immobiliari. Questo è emerso nel dibattito «Miniera Riviera», organizzato dall'associazione «Stra da Fare», che si è svolto venerdì sera in villa Barbariga a San Pietro. Lo scopo del dibattito è capire quale potrebbe essere lo sviluppo turistico e commerciale della Riviera attraverso la valorizzazione del territorio e del patrimonio culturale. «Sbaglia - sostiene Guglielmo Monti, ex soprintendente dei Beni Architettonici di Venezia - chi vuole fare torri o esercizi commerciali lungo il Naviglio quando invece bisogna salvare le bellezze del territorio. Il problema maggiore è la mancanza di aggregazione tra i comuni, bisogna darsi da fare e smettere di parlare». Deciso anche l'intervento dell'architetto Antonio Draghi. «La Riviera è diventata un corridoio tra Venezia e Padova. Si pensa ad aggredire la Riviera con progetti come Veneto City e Città della Moda. La Riviera deve essere la Città della Moda e le ville vanno tutelate». Elisabetta Fogarin, presidente Turismo di Confindustria Venezia, ha esposto i dati di una ricerca effettuata dagli industriali. «I turisti sono stati delusi per il paesaggio, per il Naviglio, dalla mancanza di centri storici e dagli scarsi collegamenti viari. Di positivo ci sono le ville, la vicinanza a Venezia e l'accoglienza. Bisogna lavorare per il mantenimento del territorio facendo sistema». Ha provato a dare una visione nuova Jan Van Der Borg, docente di Economia del Turismo a Venezia. «Il turismo è una miniera per la Riviera ma queste potenzialità non vengono utilizzate e siamo lontani da quello che si può fare. Questa crisi economica è una possibilità, bisogna guardare le cose dalla parte dei turisti». Infine, l'urbanista Gian Paolo Mar sostiene una nuova idea infrastrutturale. «La Riviera va vista come un centro storico diffuso, bisogna togliere la Brentana che ormai è ingestibile. La Camionabile è ridicola perché sì è progettato una strada che attrarrà capannoni quando invece bisogna progettare l'ambiente circostante prima della strada».