E uno di quei giorni, come canta Ornella Vanoni. Uno di quei giorni che segnano un confine, dopo il quale inizia unaltra storia. Ieri si è conclusa lera Goldin, un quinquennio di «Splendore nellarte» che ha portato a Brescia grandi mostre e milioni di visitatori. Una stagione felice e unica per la città, che ha avuto il suo epilogo con lavvento della nuova amministrazione in Loggia. Mesi di trattative e di traccheggi fino alla risoluzione, ovvero al divorzio: nessun rinnovo del mandato per il patron di «Linea dombra», la giunta opta perla discontinuità della politica culturale. LA MOSTRA dei disegni di Vincent Van Gogh costituisce dunque il saluto di Goldin. Ieri pomeriggio a Santa Giulia si palpava una certa legittima amarezza tra lo staff del critico darte e imprenditore trevigiano, ma tuttintorno latmosfera era di un festoso successo: la biglietteria ha contato circa 4.500 presenze, un record giornaliero, che sommato alle 3.500 di sabato, dà lidea della forza dellafflusso dellultimo week end. Impressionanti anche le cifre delle audioguide noleggiate solo nellultima giornata: 600. Da settimane le code erano tornate a comparire in via Musei e anche ieri un lungo serpentone in attesa ha stazionato fuori dal portone fino alle 18. Data linesausta richiesta la mostra è rimasta aperta unora in più del previsto, in modo da accontentare i ritardatari e permettere uno scorrimento più tranquillo. I saloni dellesposizione sono stati attraversati dalla mattina a sera da una corrente costante e copiosa di visitatori, che hanno potuto gustare i capolavori provenienti dal Kroller Muller di Otterlo, rivivendo tutto il calvario creativo del grande artista olandese, il pittore per antonomasia: dalla «Donna che cuce» fino all«Uliveto» (uno dei pochi dipinti in rassegna, ma tra i più ammirati), passando per le tappe di un percorso di maturazione spirituale e stilistica, che va dal Borinage a Bruxelles, da Etten allAia, da Nuenen alla Provenza. Il totale delle presenze? Manca il dato definitivo, ma si può già dire che Goldin ancora una volta è stato buon profeta: aveva detto che un mostra di disegni, quindi non «popolare», avrebbe potuto al massimo arrivare a 200 mila. E così è stato, forse con qualche migliaio in più. Un risultato quindi ancora una volta eclatante che collocata mostra di Santa Giulia tra le più gettonate in Italia. Il bilancio dei numeri è lusinghiero, ma il modo in cui è avvenuta la rottura della collaborazione tra Goldin e il Comune ha lasciato uno strascico di sconcerto e di punti interrogativi. «Molte persone - rivela Federica Bertagnolli, responsabile del settore prenotazioni di Linea dombra- ci chiedono insistentemente cosa faremo il prossimo anno. Eravamo abituati a distribuire brochure e depliant dellanno successivo, ma questanno... Quando spieghiamo che noi di Linea dombra non faremo niente qui a Brescia, ma a Udine, ci guardano perplessi e ci chiedono il perché. Evidentemente cè un pubblico affezionato, una risorsa umana acquisita, che è un vero peccato perdere. Brescia peraltro era una meta strategicamente centrale nel Nord, mentre Udine è piuttosto defilata, anche se raccoglierà un bacino diverso». IL FUTURO è ancora tutto da designare, i successori di Goldin possono compiere altre imprese, quel che è certo è che si trovano uneredità pesante. Nel frattempo Brescia, che per anni è stata una capitale mondiale tra le città darte, torna ad essere, fino a prova contraria, una città di provincia. Goldin, ieri assente al valzer degli addii, ha convocato per oggi una conferenza stampa e promette, se sollecitato, di parlare a lingua sciolta. Anche oggi sarà uno di quei giorni, magari di lunghi coltelli.
BRESCIA - Chiusi Van Gogh e lera-Goldin
La mostra "Goldin" a Brescia si è conclusa con un grande successo, con oltre 4.500 presenze il giorno di chiusura. La mostra, che era stata organizzata da Linea dombra, presentava opere di Vincent Van Gogh e aveva attirato un pubblico ampio. Tuttavia, la mostra è stata chiusa anticipatamente a causa della nuova amministrazione in Loggia, che ha deciso di non rinnovare il mandato del patron di Linea dombra. Il futuro della mostra e della città di Brescia come capitale mondiale dell'arte è ancora incerto. La mostra aveva previsto 200 mila visitatori, ma ha raggiunto un numero più alto.
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