È stata inaugurata ieri a Trieste, in via Torino 8, dopo il restauro cominciato nel 2006, la sede del Civico Museo della civiltà istriana, fiumana e dalmata. I lavori di ristrutturazione dell'edificio di proprietà comunale sono stati portati a termine dall'Irci (Istituto regionale per la cultura istriano-fiumano-dalmata) sotto la direzione del progettista Giorgio Berni con l'impresa Ge.Co Trieste, la consulenza dei tecnici comunali e grazie a finanziamenti della Regione, del Ministero dei beni culturali, della Fondazione CRTrieste, della Federazione degli Esuli e dell'Unione Italiana di Fiume per complessivi 5 milioni di euro. Dopo la convenzione tra Comune e Irci, nell'arco di tre anni è avvenuto l'accurato restauro architettonico e strutturale in uno stabile in completo stato di abbandono. La sede si sviluppa su 4 piani (compresa una soffitta) con saloni, sale mostra ed espositive, biblioteca, spazio per il centro di documentazione e gli uffici. Del tutto originale anche l'effetto che evoca la foiba, inteso come segno di memoria, ideato da Livio Schiozzi e che si sviluppa lungo tutti i piani dell'edificio, con una simulazione suggestiva. Il presidente dell'Irci, Silvio Delbello, ha precisato «che la destinazione del museo sarà prettamente documentale ed espositiva per caratterizzare, anche dal punto di vista etnografico, le vicende dell'esodo. Accanto a una mostra permanente, vi saranno presenti altre esposizioni concordate con l'assessorato comunale alla Cultura e la direzione dei Civici musei di storia e arte.