Le riforme "difficili" si fanno solo quando proprio non se ne può fare più a meno», scrive il ministro Giuliano Urbani in apertura all'Annuario della Cultura 2004. Necessità evidentemente ineludibile, in linea peraltro con una tendenza già registratasi nelle passate legislature, attribuendo al settore dei beni e delle attività culturali una sindrome da riforma permanente che dai primi anni 90 ha movimentato le acque stagnanti in cui questo ministero ha lungamente galleggiato. Bilanci e previsioni affidati a un volume curato dal Centro studi del Touring club italiano che, lasciatasi alle spalle la stagione dei "libri bianchi", ne intraprende una nuova e più istituzionale, mantenendo però viva la sensibilità per i temi della tutela e della conservazione dei beni culturali. Un anno che si apre all'insegna di parecchie novità il 2004, puntualmente preparate nei mesi che l'hanno preceduto. Dal nuovo Codice dei Beni culturali e paesaggistici che, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 24 febbraio, entrerà in vigore il 1 maggio, alla riorganizzazione del Ministero, all'istituzione della società per azioni Arcus. alla legge per la formazione dei restauratori: tralasciando spettacolo e sport, nonostante siano anch'essi parte integrante delle competenze ministeriali. Il volume si sofferma su ognuno di questi capitoli che seguono a strettissimo giro analoghe iniziative attuate soltanto pochi anni fa. È del '98 l'istituzione del nuovo ministero per i Beni e le attività culturali, seguito nel 2000 dal Regolamento di organizzazione; del '99 è il Testo unico dei beni culturali e del '97 la nascita della società per azioni Sibec, per promuovere e sostenere progetti e altre iniziative di investimento per interventi di restauro, recupero e valorizzazione dei beni culturali: diretta progenitrice di Arcus, società per lo sviluppo dell'arte, della cultura e dello spettacolo che dovrà funzionare a sostegno del Ministero, ricevendo una quota pari al 3 per cento degli investimenti per le infrastrutture. Scenari futuri, dunque, alla cui concretizzazione mira la riforma del Ministero, il cui punto di forza è indicato nel nuovo Dipartimento per la ricerca, l'innovazione e l'organizzazione in cui. si dice espressamente, sono stati inseriti gli istituti centrali, «punti di eccellenza e incubatrici di innovazione». Nel bilancio di due anni di governo, oltre all'intensa attività legislativa, spicca il piano per la realizzazione di 7 nuovi musei del design e della moda a Milano, degli audiovisivi, dello sport e delle forse armate a Roma, dell'olocausto a Ferrara e delle navi antiche a Pisa ma anche la modifica della legge Merloni, relativamente alle norme per il restauro. Argomento, quest'ultimo, che insieme alla valorizzazione dei siti archeologici, alle politiche per l'architettura e l'arte contemporanee, al paesaggio, alle biblioteche, agli archivi e non solo, è oggetto di una serie di riflessioni che seguono una polposa sezione in cui consistenza patrimoniale, afflusso dei visitatori ai luoghi d'arte, servizi aggiuntivi, risorse finanziarie, spese e investimenti, furti, turismo culturale si cristallizzano nella necessaria freddezza di dati e statistiche. (Silvia dell'Orso) «L'annuario della Cultura 2004», Tei, Milano 2004, pagg. 320, 20,00.