BELLUNO. La sua passione per l'archeologia l'ha messo nei guai. Dopo aver scoperto una tomba paleoveneta dell'VIII secolo avanti Cristo, in un bosco tra Belluno e Sedico, Orazio Chierzi, 65 anni, ex funzionario dello Spisal e responsabile della sicurezza dell'Usl 1, si trova ora indagato per aver violato un decreto legislativo del codice dei Beni ambientali, che vieta tassativamente di effettuare ricerche in zone archeologiche. Pochi giorni fa, gli hanno perquisito la casa e gli hanno posto sotto sequestro due metal detector ed una serie di reperti trovati in anni di ricerche condotte nel nome della passione per l'archeologia. I "sigilli" sono scattati per 13 monete di rame e bronzo dell'epoca romana, 7 monete di bronzo di epoca tardo romana, ed una serie di chiodi e proiettili risalenti ad epoche antiche. Perché tutto ciò? Dopo la scoperta di alcuni mesi fa, Chierzi avvisa prima la sovrintendenza di Venezia e poi il sindaco. Ma a quel punto succede che in casa di Chierzi arrivano i carabinieri della Tutela del Patrimonio culturale. Ora si ritrova indagato per un reato che rischia una pena fino ad un anno di reclusione ed un'ammenda da 300 a 3000 euro.