La scoperta è importante. Va valorizzata e lasciata in vista. Serve un progetto d'alto profilo da realizzare in tempi rapidi. La sentenza (formalmente definita "parere") arriva dai comitati tecnico-scientifici del ministero per i beni e le attività culturali. Il soggetto è la domus romana di piazza Sordello con i suoi mosaici pavimentali. Via libera dunque agli scavi, al consolidamento dei reperti e a un piano assolutamente qualificato per proteggere e vedere i ritrovamenti, sul posto. Niente trasferimenti, tentennamenti e cantieri infiniti. L'assessore alla cultura Paolo Gianolio è pronto a convocare i sovrintendenti. Fase operativa. Pare proprio che tocchi al Comune di Mantova mettersi alla guida dell'impresa, così come implicitamente suggerito dal "parere" espresso dal ministero (qui a sinistra), il quale raccomanda "una stretta e fattiva collaborazione tra le soprintendenze di settore e gli altri soggetti interessati". Le indicazioni sono l'esito dell'audizione che si era svolta a Roma prima di Natale, voluta dal segretario generale del ministero. Alla riunione avevano partecipato il sovrintendente all'archeologia della Lonbardia Umberto Spigo con la responsabile dello scavo e del nucleo operativo di Mantova Elena Maria Menotti, il sovrintendente ai beni architettonici e del paesaggio Luca Rinaldi e quello ai beni artistici e storici Filippo Trevisani, più Cristina Ambrosini della direzione lombarda dei beni culturali. In quell'occasione erano state escluse tutte le ipotesi di riseppellimento dei mosaici o il loro trasloco nell'incompiuto Museo Archeologico di Piazza Castello. Erano state anche valutate alcune soluzioni per il nuovo museo en plein air: una piccola piramide trasparente sul pezzo più pregiato dei pavimenti romani e una sorta di serra vetrata delle stesse dimensioni dello scavo aperto in Piazza Sordello dal dicembre 2007. Ora sembrerebbe profilarsi l'idea di lasciare in vista l'intera superficie della domus con lastre in materiale trasparente (la vicina Verona insegna) nel solo angolo della Questura oppure su tutto il fronte sud. Le due versioni sono visualizzate nei disegni realizzati da Guglielmo Calciolari nella scheda a destra. «Con il Comune abbiamo sempre collaborato - spiega il sovrintendente Luca Rinaldi -, ribadisco la necessità di incontrarci e trovare una soluzione definitiva e chiudere in fretta la questione, nell'interesse di tutti». Rinaldi aggiunge di voler meglio comprendere la posizione dell'assessore Gianolio «che mi pare intenzionato ad allargare gli scavi, a mettere in vista il più possibile». Rinaldi osserva che - secondo lui - probabilmente sul fronte sud non c'è altro oppure sovrapposizioni di epoche diverse e chissà in quali condizioni. «Nel giro di un mese bisogna che ci impegnamo dando un incarico tecnico per la progettazione». Gianolio, dal canto suo: «La lettera del ministero è incisiva e confermativa di ciò che fino a oggi abbiamo sostenuto: proseguire e valorizzare, rendendo compatibile la fruizione della domus con l'assetto di piazza Sordello. Si può e si deve fare».