Le abbondanti precipitazioni di questi giorni hanno causato un imponente cedimento che ha interessato la parete che sovrasta il paese: danni e tanta paura Uno sperone di roccia si è staccato, precipitando sul tetto della Cà Bianca Il sindaco ordina l'evacuazione del Borgo e chiude la strada Gardesana A I danni causati dalla frana caduta dalla Rocca di Garda, che si è fermata su una delle case del Borgo Garda. Ieri pomeriggio un costone di roccia, su un fronte di circa 30 metri, si è staccato dalla parete della Rocca di Garda ed è franato fin quasi al bordo della Gardesana. Un masso di circa 12 metri cubi, pesante 23 tonnellate, ieri alle 13.10 è rotolato per 150 metri di dislivello, fermandosi a cinque metri dalla strada, poco prima della chiesa parrocchiale. Per fortuna l'enorme masso si è arrestato sul tetto di uno degli edifici della proprietà Pozzerle (casa Cà Bianca), abitato solo d'estate, laterale al Borgo, l'antica contrada di pescatori nella quale vive una dozzina di famiglie. Poteva essere una strage: se il pezzo di roccia fosse caduto 10 metri più a destra verso l'abitato, i danni sarebbero stati ben più gravi. I gardesani da sempre conoscono la fragilità idrogeologica della Rocca: in passato di massi nel lago ne sono finiti più di uno, soprattutto dinanzi alla spiaggia La Cavalla, l'ultimo risale al 1962. Ieri la natura ha ripercorso la sua strada: la roccia caduta ha scavato un canalone abbattendo piante secolari e trascinando altri massi, creando così un'avvallamento sulla parete del monte. Ora il pericolo serio è che i sassi di dimensioni più piccole possano staccarsi a loro volta e finire sulle case ai piedi della Rocca, oppure sulla strada. Sono una quindicina le rocce che si sono smosse, ma il rischio più grosso è dettato da un altro enorme masso, che ha dimensioni appena inferiori a quello crollato. Per questo, dopo il vertice in municipio della task-force intervenuta sul posto, da ieri sera è stata chiusa al traffico in via precauzionale la Gardesana dal centro abitato di Bardolino a quello di Garda. Ora il paese è isolato dal confine con Bardolino, essendo la Gardesana l'unica strada di collegamento. Per raggiungere Garda quindi, provenendo da Bardolino, è possibile seguire la deviazione per Albarè, innestandosi poi sulla provinciale per Costermano. Per il momento la chiusura è certa fino a lunedì: prima devono essere eseguiti i sopralluoghi da parte dei tecnici sulla parete. Condizioni meteo permettendo, interverrà la squadra alpinisti dei vigili del fuoco e della protezione civile. Il sindaco Davide Bendinelli ha anche emesso un'ordinanza di sgombero delle abitazioni del Borgo, su via San Bartolomeo. I cittadini però non sono intenzionati a muoversi dalle loro case, dove rimarranno a loro rischio e pericolo poiché, se continua a piovere, la possibilità di nuovi smottamenti non è da escludere. Per fortuna, il primo sopralluogo, eseguito dall'elicottero dal geologo Ugo Franceschetti e dall'ingegner Armando Lorenzini, dell'Unità operativa dissesti idrogeologici della Protezione civile della Provincia, ha dato un esito rassicurante. «Allo stato delle cose non ci sono evidenti instabilità ma la situazione però va ulteriormente accertata in parete. Aspettiamo quindi queste verifiche per fare una diagnosi precisa della situazione. Dall'elicottero si è visto che ci sono molti detriti lungo il percorso della frana, con la presenza anche di un masso, appena più piccolo di quello caduto e numerose rocce di dimensioni inferiori». Sul posto ieri pomeriggio numerosa la presenza di forze dell'ordine. Sono intervenuti Vigili del fuoco, Protezione civile, carabinieri, polizia di Stato, vigii urbani e tanta gente accorsa a vedere l'evento destinato a fare storia a Garda. Il canalone formatosi con il distacco dell'enorme roccia è infatti ben visibile da tutto il paese.