Indica le scelte in materia di sviluppo e di tutela ambientale Al centro del consiglio comunale che si è tenuto venerdì sera a santa Fiora, la presentazione e la discussione del nuovo piano strutturale, per la elaborazione del quale (già iniziato dal governo precedente) sono occorsi 5 anni di lavoro di questa legislatura che si avvia alla conclusione. Dopo il Piano strutturale, per il quale si apre ora il momento delle osservazioni, il Comune dovrà dotarsi di nuovi regolamenti per dare esecutività alle scelte, a partire da quello urbanistico. «Una promessa che avevamo fatto agli elettori nel nostro programma elettorale - commenta il sindaco Renzo Verdi a conclusione del dibattito consiliare - e che ora sarà sottoposto al vaglio delle osservazioni dei cittadini, così come vuole la prassi. Ma intanto siamo davvero soddisfatti, perché crediamo che il nostro territorio, ricco di grandi risorse ma anche di criticità, abbisogna di essere manipolato con grande oculatezza e delicatezza. Ed è questo che abbiamo fatto con questo piano. L'acquifero, soprattutto, va salvaguardato al massimo. I punti stretegici su cui abbiamo puntato sono la realizzazione e il consolidamento delle infrastrutture viarie, le aree per i campeggi, il parco fluviale sul Fiora, l'area attrezzata per i camper nella direttrice Santa Fiora Monte Labbro, il recupero del convento di Santa Trinita a Selva. La destinazione, infine, della zona del Podere Meleto, fra Santa Fiora e Bagnore come zona artigianale, destinata ad usi plurimi, dal legno ai cerali e a molto altro. Per l'urbanistica, c'è ancora da completare il vecchio e poi passeremo al nuovo. Ma per questo dovremo attendere il regolamento di competenza. Per le strutture viarie in particolare, va detto che cureremo la realizzazione di alcune strade che dalla provinciale portino a Santa Fiora, per non congestionare e ingessare la strada principale». Il piano strutturale santafiorese pare voler seguire, dunque, la filosofia di uno sviluppo sostenibile, inteso come il più adeguato sviluppo possibile, per un territorio che ha peculiarità particolarissime e una conformazione assai delicata. Il piano si propone come un volano di sviluppo delle attività imprenditoriali e turistiche, con una zona artigianale disposta nell'ambito della frazione di Bagnore, luogo storicamente sede delle principali attività imprenditoriali, compreso il salumificio Unibon, una grande struttura produttiva per la quale si offre, con le determinazioni del Piano strutturale, l'opportunità di un ampliamento. Ma anche tutte le altre attività artigianali che dovessero sorgere nella zona, avranno la possibilità di utilizzare il teleriscaldamento. «Un elemento conveniente per qualsiasi impresa - osserva il capogruppo del centrosinistra Federico Balocchi - e quindi in grado di attrarre gli artigiani a Santa Fiora. Ma naturalmente - prosegue Balocchi - lo sviluppo artigianale è legato alla presenza di infrastrutture funzionanti. Quelle viarie in particolare, che per noi si sviluppano su tre direttrici: per Grosseto, con la nota impasse delle Aiole che dovrà essere eliminata, verso la montagna e la provincia di Siena e verso le città del tufo, in direzione di Pitigliano. Per ciò che riguarda l'offerta turistica, prosegue Balocchi, abbiamo messo al centro di attrazione turistica e dunque di possibili attività alberghiere, le terme di acqua forte, al confine con Arcidosso, il convento della Selva dall'altro lato. Ma possibilità di strutture di ospitalità turistica sono presenti anche nello stesso paese di Santa Fiora e nel resto del territorio comunale. La politica che ha sorretto le nostre scelte? Mettere meno paletti possibili per investire nel territorio nel quale crediamo. Noi, insomma, vogliamo dare tutti gli strumenti occorrenti e poi saranno imprenditori, artigiani e cittadini a decidere». Il sindaco di Santa Fiora Renzo Verdi spiega che a giugno, dopo la fase delle osservazioni che saranno fatte, è prevista l'autorizzazione al Piano. Fiora Bonelli