Assemblea sul progetto Come sarà in futuro il porto di Talamone? Sarà un posto turistico da mille posti barca. Perché tutti abbiano chiaro il destino dell'opera per la quale l'amministrazione sta lavorando alla redazione della variante al Prg ed al piano strutturale sono state programmate una serie di assemblee pubbliche aperte ed incontri ad invito riservate alle categorie interessate. La prima, alla quale sono invitati tutti i cittadini, si terrà domani mattina alle ore 10,30 nell'auditorium comunale e consisterà nella presentazione dei contenuti dell'accordo di pianificazione con Regione e Provincia. L'argomento è di quelli delicati perché quando si parla del porto di Talamone si fa riferimento ad un territorio di enorme pregio ambientale che comprende il golfo di Talamone e Fonteblanda con i rispettivi centri abitati, la costa e le aree collinari del Parco della Maremma, la piana della bonifica di Talamone, il promontorio di Talamonaccio, la piana fluviale lungo il fiume Osa, l'ambito termale di Bagnacci dell'Osa e le colline sopra Fonteblanda. Toccare questi luoghi è tutt'altro che semplice, eppure la necessità di sviluppo turistico ed economico lo impone. Ed allora la soluzione finora condivisa è quella di aumentare la capacità ricettiva del porto senza attuare grossi ampliamenti ma attraverso una razionalizzazione dell'esistente. Che è decisamente fuori regola dato che, dal censimento degli ormeggi, è venuto fuori che anziché 600, come dovrebbe essere il limite consentito dalla legge regionale, nel porto stazionano circa 700-800 imbarcazioni delle quali solo 480 dispongono di servizi a terra quali acqua, smaltimento rifiuti, corrente elettrica, ecc. Inoltre, almeno 550 unità necessitano di un ormeggio permanente e 50 sono destinate al transito. Gli specchi acquei in concessione demaniale marittima per l'ormeggio per la nautica da diporto hanno una estensione di 43.220 mq. Partendo da questa situazione, il Comune lagunare ha concordato con la Regione la possibilità di portare a 1000 il numero delle unità che possano essere accolte da un porto finalmente sistemato in cui il collegamento con le isole sia affiancato all'attività commerciale e diportistica attraverso servizi appropriati che servano a limitare i rischi di inquinamento e di insufficiente sicurezza. Tra i posti da ricavare, l'amministrazione intende privilegiare quelli per imbarcazioni di grandi dimensioni (dai 14 ai 34 metri) oggi praticamente assenti, cercando di risolvere il problema della richiesta dei natanti di categoria minore mediante la localizzazione di altri ormeggi lungo il Comune. Nel rispetto delle indicazioni regionali e provinciali, si giungerà a questo attraverso un ampliamento dell'esistente da decidere con la valutazione integrata, adeguando i servizi e le attrezzature a terra, specialmente in fatto di mobilità per la quale dovranno essere separati i traffici urbani da quelli commerciali e turistici. E la ristrutturazione del porto di Talamone avrà ricadute su un'area ben più vasta dato che, per fare un esempio, gran parte della cantieristica troverà posto a Fonteblanda. Restano infine da valutare i possibili effetti ambientali su un'area, come detto, particolarmente fragile. Ma l'aumento del carico urbanistico viene visto limitato e comunque ben compensato dall'innalzamento della qualità del porto, delle attrezzature e dei servizi, dei negozi di un certo livello e delle strutture ricettive di supporto allo stesso. Paola Tana
PAESAGGIO. ORBETELLO. Talamone il porto avrà mille posti barca
L'assemblea pubblica sul progetto del porto di Talamone si terrà domani mattina. Il Comune e la Regione hanno concordato di aumentare la capacità ricettiva del porto senza ampliare gli spazi, ma attraverso una razionalizzazione dell'esistente. Il porto attuale ha una capacità di 600 imbarcazioni, ma in realtà stazionano circa 700-800. Il Comune intende aumentare la capacità a 1000 unità, privilegiando quelli per imbarcazioni di grandi dimensioni. La ristrutturazione del porto avrà ricadute su un'area più vasta, come la cantieristica di Fonteblanda. Restano da valutare gli effetti ambientali su un'area fragile.
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