La cerimonia Ieri la presentazione. L'opera finanziata dalla Fondazione Cariverona. Il concerto in Duomo diretto dal maestro Turco Restauri completati. Monsignor Finardi: «Una grande emozione». Presente lo storico dell'arte del Papa «Emozione» e soprattutto «molta gratitudine». Queste le prime parole del parroco monsignor Antonio Finardi, presente ieri alla cerimonia di presentazione alla città dei restauri del complesso monumentale della Cattedrale. Iniziati dodici anni fa, quando parroco era Angelo Mezzetti, i lavori hanno interessato tutte le parti del Duomo nella sua completezza e complessità, dalle mura esterne, ultimo cantiere ad essere chiuso quello del campanile, alle parti adiacenti, con il Battistero e la chiesa di Santa Maria Matricolare con gli scavi archeologici, infine l'interno, con dipinti, intonaci, parti marmoree e affreschi. A dirigere i lavori in tutto questo lungo periodo, durante il quale si sono succeduti tre vescovi - Attilio Nicora, Flavio Giuseppe Carraro e infine Giuseppe Zenti - l'architetto Giorgio Forti, dietro supervisione delle tre soprintendenze di volta in volta coinvolte. A finanziare le opere (Giorgio Forti calcola che siano stati spesi 1.700.000 euro) la Fondazione Cariverona, alla quale è andato in particolare il ringraziamento di don Finardi. Invitato speciale per questa occasione don Timothy Verdon, canonico del Duomo di Firenze e storico dell'arte voluto dal papa accanto a sé durante l'ultimo sinodo vescovile. Nella sua prolusione sul significato storico, artistico e spirituale della Cattedrale nei secoli, Verdon ha illustrato il particolare programma iconografico del presbiterio della Cattedrale di Verona, con gli affreschi di Torbido su disegno di Giulio Romano, da cui si dipartono messaggi ai fedeli che «nel passato possono trovare valori a guida del loro futuro». Una Cattedrale che ha avuto «un'importanza epocale nella storia del cattolicesimo definendo nei primi decenni del '500 la forma del presbiterio che avrebbe dominato nei secoli successivi». E Verdon ha ricordato infine come la conoscenza del proprio patrimonio storico e artistico consenta una maggiore conoscenza della propria identità. Difficile per Giorgio Forti indicare il momento più felice di questi dodici anni di lavoro sulle opere di artisti come Nicolò scultore e architetto, Sanmicheli (il cui ritratto è nell'Assunta di Tiziano nella cappella Nichesola), Falconetto, pittore e architetto veronese da valorizzare. Tanti gli episodi, dalla scoperta di nuovi dipinti sotto incrostazioni di intonaco, tra i quali una Madonna del 1132 dagli occhi bizantini, ma forse l'emozione maggiore deriva dall'aver «potuto ricostruire e visualizzare l'iconografia che ruota attorno alla presenza di Rolando e Oliviero, paladini della cristianità posti da Nicolò a guardia del portale di ingresso». Il maestro Alberto Turco e la Cappella Musicale della Cattedrale hanno dato musica e canto alla presentazione. Presenti alla cerimonia tra le autorità il vescovo, il prefetto, rappresentanti delle forze dell'ordine, il procuratore capo, il sindaco e il presidente della Provincia.
VERONA Dodici anni di lavori. Ecco la nuova Cattedrale
Ieri è stata presentata la Cattedrale di Verona, finanziata dalla Fondazione Cariverona. La presentazione è stata diretta dal maestro Alberto Turco e ha visto la partecipazione di monsignor Antonio Finardi, parroco della città. La cerimonia è stata inaugurata con una prolusione di don Timothy Verdon, canonico del Duomo di Firenze e storico dell'arte, che ha parlato del significato storico, artistico e spirituale della Cattedrale. I lavori di restauro sono stati finanziati dalla Fondazione Cariverona e hanno interessato tutte le parti del Duomo, dalle mura esterne al campanile, alle parti adiacenti e all'interno. La cerimonia è stata seguita da una musica e canto della Cappella Musicale della Cattedrale.
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