La Pinacoteca Michele De Napoli di Terlizzi è rimasta chiusa per circa quaranta anni. Era stata istituita nel 1892, alla morte del pittore terlizzese Michele De Napoli che all'amministrazione della sua città lasciò il palazzo natale e parte delle sue opere con l'obiettivo di farne un museo. Proposito che fu accolto e perseguito fino al 1973 quando il palazzo venne chiuso a causa del progressivo degrado. Il restauro dell'austera struttura settecentesca, posta su corso Dante, che ha avuto un decorso piuttosto lento, è ora quasi del tutto completato grazie al lavoro congiunto del Comune e della Soprintendenza Bsae (Beni storici artistici ed etnoantropologici) della Puglia. Dunque la Pinacoteca ritornerà tra breve nella sua ridefinita sistemazione museografica, ad accogliere la collezione di dipinti e disegni del maestro di cui porta il nome. In attesa che la struttura prenda a funzionare a regime, il Palazzo viene oggi straordinariamente aperto alla cittadinanza in una cerimonia pubblica presieduta dal sindaco di Terlizzi Vincenzo Di Tria e dal presidente della regione Puglia, nonché illustre concittadino, Nichi Vendola. Un'opportunità per fare il punto sul futuro dell'edifico rimasto chiuso per molti anni e aperto solo per un breve periodo, nel 2005, per ospitare la mostra «Fiori dei Medici», un gustoso excursus sulle iconografie floreali tra Quattrocento e Settecento. I prossimi mesi segneranno il definitivo rientro nella sede storica delle numerose opere, circa 700 pezzi tra dipinti, disegni e cartoni dell'artista. Testimonianze della sua lunga attività professionale, maturatasi nell'alveo della cultura ottocentesca napoletana con una prima fase neoclassica e una seconda orientata verso un indirizzo storico-religioso. Di questo periodo fanno parte, per esempio, il sipario del teatro Piccinni raffigurante il torneo di re Manfredi, di cui peraltro la Pinacoteca conserva i bozzetti preparatori insieme a quelli di numerose altre opere realizzate anche fuori dalla Puglia, a Napoli e a Catania. Oggi in occasione della preliminare apertura della Pinacoteca, saranno mostrati due dipinti, «Il ritorno dal sepolcro» del 1863, mai esposto prima e acquistato dall'amministrazione comunale da un collezionista privato, e l'«Autoritratto» del 1867 che verrà collocato nel salone del piano nobile. La restante parte delle opere, restaurata da Annamaria e Giuseppe Chiapparino (con la direzione scientifica di Rosanna Gnisci della Soprintendenza Bsae della Puglia), verrà mostrata nell'antologica in preparazione per la celebrazione dei 200 anni della nascita del pittore. Si tratta di un primo nucleo di circa venti dipinti e di 150 disegni, tra studi e bozzetti, cui verranno poi affiancati, in apposite mostre tematiche temporanee, gli altri pezzi della collezione. Nelle intenzioni dell'amministrazione comunale di Terlizzi la riconsegna della Pinacoteca De Napoli segna un nuovo corso nella vita culturale della città da completarsi presto anche con l'apertura della restaurata Torre delle Clarisse e del teatro comunale «Millico».